Mer. Mag 18th, 2022

Il marchio terra dei fuochi è stato appiccicato addosso ad una parte di campania a partire dal 1992, per poi diventare l’unico simbolo della Campania. Nulla di più scorretto per descrivere una regione bellissima, dove non è vero che tutto brucia. Ha le sue difficoltà come si vivono un po’ ovunque. Il problema riufiuti è un discorso strettamente legato all’indifferenza di politici e cittadini. I primi non hanno creato le condizioni, i secondi non hanno saputo pretendere che arrivassero le condizioni per vivere bene.
Oggi il sistema si è inceppato un po’ ovunque, basta guardare cosa succede nella capitale. Ma anche al nord la situazione è degenerata. Ormai i roghi esistono un po’ ovunque e sono frutto di una cattiva gestione dei rifiuti.

Qunindi non è solo la campania a detenere il triste primato della terra dei fuochi, ormai al nord si fa quello che si fa nella cosidetta terra dei fuochi.

Un servizio del TgR Veneto ha fatto vedere che nel veronese sono stati scoperti rifiuti sepolti sotto le coltivazioni di frutta e ortaggi. Nei territori di quattro Comuni, migliaia di metri quadrati di terreno sono finiti sotto sequestro. È stato trovato di tutto: dai tubi in plastica a rifiuti ospedalieri e altri rifiuti dannosi per la salute umana. A rischio ci sono anche le falde acquifere.
L’amministrazione provinciale ha invitato i cittadini a denunciare ogni eventuale caso di smaltimento illecito.
Questo succede al nord, nel veneto ricco e perfetto. Anche il bresciano vive una situazione simile alla Campania, dove in alcuni comuni il tasso di mortalità per tumore è alto. La situazione degenera perché non si affronta correttamente la questione rifiuti. Essi vanno distrutti e non conservati in capannoni che, poi, miracolosamente vanno in fiamme.