Sab. Dic 3rd, 2022

La raccomandazione voluta dalla Commissione chiede di migliorare adeguatezza, copertura e assunzione del reddito minimo. Migliorare l’accesso al mercato del lavoro per coloro che possono lavorare, e l’accesso ai servizi abilitanti ed essenziali. Promuovere il supporto individuale, e aumentare l’efficacia della ‘governance’ degli ammortizzatori sociali a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, oltre ai meccanismi di monitoraggio e rendicontazione. Secondo le stime – riporta l’Ansa – ricordate dall’esecutivo di Bruxelles nella Ue 95,4 milioni di persone sono a rischio di povertà ed esclusione sociale ed è occupato il 73,1% della popolazione tra i 20 e i 64 anni (dati 2021). Il 20% dei disoccupati, a rischio di povertà, non ha diritto attualmente a percepire alcun supporto al reddito.

Quindi la Commissione Ue a favore del reddito minimo, per combattere povertà ed esclusione sociale, e sostenere l’occupazione. L’esecutivo europeo che il Consiglio adotti una raccomandazione agli Stati membri, perché rendano più moderni ed efficaci i regimi di reddito minimo, il sussidio che va a colmare il divario tra reddito percepito e il livello di entrate necessario invece per vivere una vita dignitosa. Lo scopo è raggiungere gli obiettivi sociali dell’Ue al 2030 di ridurre di 15 milioni le persone a rischio di povertà ed esclusione. E per gli Stati, avere il 78% della popolazione tra 20 e 64 anni di età occupato. Mentre all’inefficienza degli attuali schemi sul reddito minimo si imputa il fatto che tra il 30 e il 50% della popolazione che potrebbe beneficiarne non li percepisca. Dovrebbero poi usare almeno il 25% dei fondi sociali europei per combattere l’esclusione sociale. Tra le possibili misure si segnala ad esempio l’importanza di criteri solidi e trasparente. E si sottolinea ad esempio l’importanza di criteri di ammissibilità trasparenti e non discriminatori, ad esempio facilitando la ricezione del sostegno al reddito per persona e non per famiglia, per promuovere la parità di genere e l’indipendenza economica, in particolare per le donne e i giovani adulti.