Ven. Set 30th, 2022

ROMA – Nelle ore dopo la decisione del ministro dell’interno Matteo Salvini di fermare gli immigrati chiudendo i porti, è uscita fuori prepotentemente l’anima di sinistra del Movimento Cinque Stelle, non solo i facinorosi attivisti figli di un trascorso e militanza di sinistra, ma alla pari sono usciti fuori anche eletti regionali e parlamentari che hanno alle spalle anni e anni trascorsi nelle file di partiti e movimenti di natura di sinistra. Gente che a suo tempo non ha trovato spazio nei partiti di sinistra, o perché gli stessi partiti avevano chiuso per fallimento elettorale, ed hanno trovato spazio nel Movimento Cinque Stelle.

Ebbene, tutta quella natura di sinistra è uscita fuori mettendo in ridicolo le posizioni stesse del Movimento. Viene da dire a tutte queste persone che la sinistra è fallita proprio perché ha portato avanti politiche inconcludenti e inattuabili, in un contesto dove la società chiede risposte immediate per risolvere gli innumerevoli problemi quotidiani. Proporsi come modello di sinistra significa portare il movimento verso il fallimento certo.

Sarebbe il caso di riflettere, perché alle ultime amministrative il movimento ha perso tutti i voti presi alle politiche del 4 marzo. E non si dia sempre la colpa alla corruzione esistente nelle realtà locali, altrimenti significa che questo paese va veramente chiuso. Semmai si può dire che nelle realtà locali il movimento è inesistente, e anche quei piccoli focolai esistenti non sono in grado di fare una vera politica per il territorio, e il voto nazionale rimane solo un voto di protesta. Perdere due municipi a Roma, dove la città è a guida M5S, significa che i cittadini hanno valutato l’operato del movimento e lo hanno bocciato.

Quel movimento giustizialista e forte dei vaffa, ormai non esiste più. Come non può esistere un movimento di sinistra: avrebbe vita breve come tutti gli altri partiti che finora hanno portato avanti politiche di sinistra e non esistono più. La sinistra non rappresenta più il futuro, quindi è bene che il movimento si riorganizzi e metta su un’anima nuova capace di trovare riscontro anche nelle realtà locali e il voto nazionale non sia solo un voto di rabbia popolare. Nelle realtà locali tutti si conoscono, e si sa bene chi è un candidato e il suo trascorso politico e, quindi, non lo votano nonostante sia del movimento, specialmente se sono ex dei partiti e movimento tradizionali.