Mar. Mag 24th, 2022

Ci sono spettacoli che ti restano nel cuore per la capacità di farti riflettere, sognare, emozionare.
È quello che si prova assistendo a “ A’ sera d’a vigilia”, spettacolo itinerante messo in scena dalla Compagnia “Lasciatevi Incantare”. Una commedia innovativa, originale e completamente fuori dagli schemi, frutto della fantasia della solerte Diamante Martone,  un dono a quanti hanno seguito negli anni  le evoluzioni artistiche della Compagnia.
 “ A’ sera d’a vigilia” lancia un messaggio di grande attualità, che spiazza e avvolge il pubblico in una sorta di happening collettivo. Perché il teatro è questo. Bellezza, fascino, occasione di crescita, confronto, riflessione. Questo spettacolo, di altissima qualità, è pura passione e cuore, omaggio sentito alla tradizione del teatro partenopeo, ma con ampie aperture alle sperimentazioni contemporanee. Partendo dalle suggestioni del classico immortale “Natale in casa Cupiello” del grande Eduardo De Filippo, si arriva alla riscoperta delle tradizioni  popolari. Grande attenzione, allora, alle valenze culturali, storiche e simboliche del Presepe, a cui è dedicato ampio spazio nel corso della kermesse e vero fil rouge dell’allestimento teatrale, andando oltre il capolavoro di De Filippo, per esplorare la persistenza del nostro bagaglio culturale, tramandato di generazione in generazione, e per comprendere come questo abbia un fortissimo impatto, imperituro, nei sentieri della nostra anima.

Due ore di puro intrattenimento in cui si alternano balli, canti e intensi momenti recitativi. Questo lavoro segna una nuova svolta nella lunga carriera, quella della regista e attrice Diamante Martone, vissuta con tanta umiltà e con la costante voglia di migliorarsi. Gli attori hanno dato vita ad una prova molto convincente e sono stati apprezzati da pubblico e critica.
Non mancano ardite soluzioni – e per questo ammirevoli – come l’inserimento di una bella odalisca che balla a pochi passi dalla grotta che ospita la Sacra Famiglia, e che simboleggia una voglia di vivere universale, un inno alla vita sia nei suoi aspetti più piacevoli che in quelli più negativi.
Come non cogliere, infatti, nella graziosa odalisca i segni nefasti di una luttuosa profezia che rimanda alla danza della crudele Salomé, tanto per citare uno dei colpi di ingegno di questa kermesse. Un turbamento che induce lo spettatore ad un’analisi introspettiva profonda sui propri demoni. Ed è il tema dell’oscurità insita in noi e nella tumultuosa società di oggi la chiave di volta per comprendere lo spettacolo. Il male si aggira sempre e lo dimostra bene l’uomo nero, l’ombra, che si aggira, ad un certo punto, sul palco e che rappresenta il lato nascosto che dobbiamo imparare a dominare e a sconfiggere, riscoprendo la dimensione ludica,  tornando ad essere più umani.

di Eleonora Belfiore