Gio. Feb 2nd, 2023

In Italia la macchia del lavoro già oggi è superiore agli altri paesi europei. Il futuro potrebbe essere ancora più grigio in quanto le macchine stanno prendendo il sopravvento sull’uomo. Abbiamo sostituito l’uomo con le macchine nel mondo del lavoro. Nessun topo costruisce una trappola per se. L’uomo invece è talmente intelligente che ogni giorno costruisce una trappola che annienterà se stesso. Se andiamo avanti così un giorno l’uomo non servirà più. Se si continua a produrre con le macchine estromettendo l’essere umano, dopo chi comprerà i prodotti se l’uomo non avrà soldi per farlo?

Mi pongo la domanda spesso, ma mi rendo conto che in questo momento non ci sono risposte. So soltanto che oggi quando mi fermo al casello autostradale o di una tangenziale a pagamento, nel gabbiotto non c’è più la persona che ti salutava e ti dava il resto. Oggi senti quella vocina che ti dice “inserire le monete”, “ritira il resto”, tutto proveniente da una macchina. Allora mi sono sempre chiesto perché? Che fine hanno fatto i casellanti? Oggi queste società possono fare a meno di esseri umani che lavoravano e portavano il pane a casa. Eppure erano esseri umani che avevano bisogno di quel lavoro. Ora non hanno più lavoro. E mai più ci saranno nuove assunzioni con la frequenza di prima. È una figura che è quasi scomparsa.

Come sono scomparsi i casellanti, così man mano scompaiono altre figure professionali sostituite dalle macchine. Le macchine hanno preso il sopravvento nelle industrie e in tutti i settori produttivi. Forse gli unici settori che hanno ancora bisogno di manodopera è l’edilizia, una parte dell’agricoltura e tutto il comparto del turismo, dove ancora le macchine non hanno preso il sopravvento. Ma siamo ragionevoli: se continuiamo a credere che la massiccia produzione sia il risultato, allora non abbiamo capito che ci stiamo buttando la zappa sui piedi, e presto ci renderemo conto del grosso errore che stiamo commettendo. Quando nessuno comprerà più, allora si farà marcia indietro ma sarà troppo tardi.