Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA- Perché in Italia manca il lavoro, quello serio e duraturo? È una domanda che si fanno tantissimi italiani ogni giorno. Il punto principale è l’enorme peso fiscale, oltre ad avere una burocrazia asfissiante costruita nel corso degli anni dai partiti per accontentarsi fra di loro. Il primo punto è questo, poi c’è il secondo, che è la nota dolente di un’Italia che se ne va.

Abbiamo venduto la nostra forza lavoro alle grandi multinazionali straniere, che sono venute nel nostro paese, hanno acquistato aziende, preso incentivi, e poi sono scappate via. Hanno comprato e chiuso più veloci della luce sotto gli occhi di tutti, per non dire con la compiacenza della classe dirigente.

L’ultimo caso della Embraco mostra in pieno come sono andate le cose. L’azienda ha incassato dallo stato italiano diciannove milioni di euro e doveva garantire l’intera forza lavoro che c’era, invece, adesso, la società vuole andare via e spostarsi in Slovenia. Tutto ciò sta portando via prima i soldi degli italiani, e poi il lavoro.

Nell’ultimo decennio la stragrande maggioranza del Mady in Italy è stato acquistato da grandi colossi stranieri, quasi tutti hanno poi delocalizzato la produzione e lasciato in Italia solo gli uffici. Il lavoro in Italia non c’è più e non ci sarà più, proprio perché abbiamo perso la grande forza industriale che prima era consistenza della nostra produzione. È chiaro che andata via la grande azienda ha trascinato con se tutto il resto, e miglia e migliaia di piccole imprese che lavoravano intorno alle grandi aziende hanno chiuso battenti, e lasciato altri operai in mezzo alla strada. La colpa? Bè, io la darei alla classe dirigente del nostro paese che negli ultimi venti hanno ha governato male l’Italia.