Mar. Lug 5th, 2022

ROMA- Nelle banche italiane ci sono crediti “malati” per 200 miliardi di euro. Tutti crediti che le banche hanno prestato senza garanzie certe di riavere indietro i soldi. Prestati però a grandi gruppi industriali ed amici degli amici. Se tu non paghi un mutuo di 30mila euro ti portano via la casa, se non paghi multe e bazzecole varie che chiedono le istituzioni ti pignorano i beni. Ma se a non pagare sono coloro che devono dare somme superiori, ad esempio, ti sei fatto prestare 300 milioni da un amico diventi un investimento.

La vittoria di Macron in Francia è letta come una splendida notizia dall’Europa dell’euro. Di fatti la disfatta dei paesi è proprio la moneta unica, che ha concentrato le sue idee di comunità sull’austerità e non sulla produzione, dando in mano alla finanza la possibilità di gestire l’economia non attraverso la produzione, ma attraverso un sistema di scartoffie che non producono ricchezza ma soltanto povertà.

I popoli sono circoscritti dai poteri forti in modo tale che in loro possa incombere la paura dall’uscita dall’euro, tanto che ogni tornata elettorale vincono gli europeisti che hanno un legame solido con le lobby internazionali. Il timore dei popoli, dettato dal bombardamento mediatico, riesce a pilotare la mente dei cittadini e portarli a votare per la riconferma di un sistema che punta all’impoverimento delle nazioni.

Tutto ciò sta funzionando alla perfezione, ragion per cui nessuno si preoccupa di ciò che può succedere tra qualche anno. Tutti sono convinti che gli errori commessi nel volere una moneta unica in un’Europa inesistente politicamente, possa durare per sempre. La soluzione sembra di facile conquista, ma presto, però, le cose si ribalteranno.

Non sarà il voto a dare una risposta, ma una rivoluzione vera e propria che scatterà in tutta Europa. La crisi economica sta portando intere nazioni verso un impoverimento fuori controllo. Già in Grecia i cittadini hanno perso tutto attraverso pignoramenti dovuti all’impossibilità dei cittadini di pagare le tasse e i mutui. Nel resto d’Europa la procedura è più lenta, ma a pari con la Grecia la guerra dei pignoramenti da parte delle istituzioni è ampiamente in atto. Ecco, non appena il fenomeno si amplificherà sempre di più, la situazione diventerà esplosiva. Le persone che si vedranno togliere tutto da un sistema affaristico che ha di nuovo diviso le comunità tra ricchi e poveri, si ribelleranno. Quando saranno le masse a perdere, e non solo i singoli soggetti, esse si uniranno e combatteranno il sistema d’affare.

Le piazze s’infuocheranno anche in tutta Europa. Sarà inutile poi correre ai ripari, perché le dimensioni della protesta saranno uguali a quelle che hanno interessato le primavere arabe. Sarà il potere a cedere il passo e non più i cittadini. Quando la povertà diventa dilagante, e quando la povertà toglie tutto, allora i popoli si mobiliteranno contro i ricchi costruiti dal sistema Europa. Quindi, per concludere, non gioite se in Francia ha vinto un filo europeista, perché il sistema dovrà per forza piegarsi al volere dei popoli, cosa che non sta succedendo col voto, ma succederà con una grande rivoluzione europea se le cose continuassero così. Sarà una rivoluzione sociale, dove da un lato ci saranno i ricchi diventati sempre più ricchi con l’euro, e i poveri che si sono visti togliere tutto dall’euro.