Mar. Lug 5th, 2022

La guerra in Ucraina molto probabilmente durerà poco, ma la crisi economica che si trascinerà dietro quella durerà parecchio tempo. Già ora si iniziano a sentire gli effetti dell’invasione russa in Ucraina. Il carrello della spesa, a partire da pane, pasta, farina, biscotti e già aumentato. Il costo del mais è aumentato del 3,5%, così come il grano tenero (+2,5%), la soia (+1,5%) e tutti i cereali: sono i prezzi più alti negli ultimi nove anni. Ma ormai è il “Made in Italy”: moda, arredamento e settore farmaceutico rischiano forti ripercussioni. Senza dimenticare il turismo. In ballo c’è un volume di affari (secondo i dati dei primi 11 mesi del 2021 dell’Agenzia Ice) tra imprese italiane e russe che ha superato quota 21 miliardi di euro, ai quali va aggiunto l’indotto con le aziende ucraine.

Coldiretti e Confagricoltura lanciano l’sos pane, con i prezzi del grano al top da 9 anni. L’Italia importa il 64% del grano e il 53% del mais per il mangime del bestiame. L’Ucraina è il nostro secondo fornitore di mais con una quota del 20%, la Russia è il primo fornitore mondiale di grano. I costi delle semine sono già raddoppiati. Triplicati quelli dei mezzi agricoli e dei fitosanitari.

Sono circa 27 miliardi di interscambio dell’Italia con Russia (21,7 miliardi) e Ucraina (5,4). Le sanzioni imposte alla Russia le pagherà per primo l’Italia. Le piccole imprese, soprattutto quelle di Emilia-Romagna, Veneto, Marche, coprono il 34,9% del prodotto italiano in Russia e sono le prime a essere danneggiate. Un’altra bella fetta è data dall’esportazione dei prodotti agroalimentari: nel 2021 hanno complessivamente superato un miliardo di euro. Se le vendite in Russia hanno raggiunto lo scorso anno 670 milioni di euro con un aumento del 14% rispetto al 2020, dovuto soprattutto a pasta, vino e spumante, quelle in Ucraina valgono altri 350 milioni di euro, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.