Gio. Set 29th, 2022

NAPOLI- Non me ne vogliano gli autori, i registi, i sceneggiatori, ma credo che sia il momento di cambiare rotta e porre termine allo stillicidio sulla nostra amata terra attraverso le serie Tv su camorra e malaffare, che danno una visione contorta del popolo del sud, a partire dalla Campania. Prendo le distanze da questa interpretazione fuori luogo della mia Campania. Nonostante la mia terra sia dipinta come terra solo di camorra e malaffare, cosa non vera, ed è solo finzione cinematografica, io sono innamorato dei colori delle tradizioni, dei difetti e delle sfumature della mia terra, la Campania.

Non si fa altro che parlare di camorra, di malaffare, attraverso serie Tv e libri che raccontano solo le gesta dei camorristi, trasmettendo un sentimento di potere tra le nuove generazioni, che appare come unico caposaldo di una società meridionale che nella realtà è diversa. Le gesta violente delle serie TV, non fanno altro che invogliare i giovani ad imitarle e, per quanto mi riguarda, sono solo diseducative in toto. Nessuna serie TV racconta le bellezze di questa terra, dove il 5% della popolazione ha il vizio della criminalità ed è promotore di corruzione, e il 95% del popolo meridionale è onesto e gran lavoratore.

Onestamente ci avete stancato voi tutti che parlate solo di camorra come se fosse l’unico costume della società campana.  Personalmente sto raccordando le due facce della mia terra, evidenziando la parte migliore e dando meno priorità alla parte peggiore, che combatto ugualmente, ma do priorità alle cose buone, che ci sono in abbondanza. A me interessa far capire che questa terra non è solo camorra, che esiste, ma non è l’unico strumento per raccontare la nostra terra. Iniziate a raccontare che il 95% della popolazione del sud si alza la mattina, e tra mille difficoltà, cerca di portare onestamente un tozzo di pane a casa. Scrivete che il peggior cancro sono i partiti, che nulla fanno per alimentare il benessere attraverso le risorse umane e storiche del mezzogiorno d’Italia. Dite che c’è un patrimonio marittimo mai rivalutato che è la nostra grande industria, che nessuno può imitarci. Dite che se esiste la camorra è perché nel mezzogiorno non è mai esistito il lavoro. Diciamo che c’è un patrimonio culturale, storico, agricolo, culinario, che è fonte di ricchezza che va ben oltre la camorra, ed è oscurato dall’ipocrisia di chi vuole diffondere solo le nefandezze della Campania e del sud. Come va detto che oggi il malaffare è nazionale e non appartiene più solo al sud.

Insomma, smettiamola di far vedere solo sparatorie e omicidi, gesti di camorristi che appaiono i migliori e non i peggiori. Smettiamola di ucciderci da soli attraverso una verità che è solamente la piccola parte di una società meridionale sana e viva, che ha solo voglia di emergere costruendosi onestamente il futuro. Siamo più attenti a difenderci e non autodistruggerci esaltando chi in questa terra del sud è minoranza, e ciò che vediamo in TV o leggiamo sui libri, non è il sud. La parte migliore del sud non si racconta in Tv e sui libri, è isolata da un sistema che vuole solo diffondere la parte peggiore di una terra meravigliosa.