Dom. Dic 4th, 2022

LECCE-Sono 103 i decreti penali di condanna richiesti dalla Procura della Repubblica di Lecce nei confronti di altrettanti soggetti nel distretto leccese responsabili di aver violato la legge che punisce con la reclusione da tre mesi ad un anno chi presenta  in occasione di esami o concorsi elaborati redatti da altra persona.

In sostanza, si tratta di 103 candidati che nel 2012, esattamente l’11, 12 e 13 dicembre, avevano sostenuto presso il complesso universitario “Ecotekne” di Lecce la prova scritta per il conseguimento dell’abilitazione all’esercizio della professione forense.

Un’articolata e complessa attività d’indagine quella condotta dal personale della Polizia di Stato e coordinata dal Procuratore Capo Cataldo Motta, scaturita a seguito di una segnalazione fatta dalla stessa Commissione esaminatrice presso la Corte d’Appello di Catania, che aveva il compito di correggere gli elaborati.

La Corte aveva trasmesso i relativi atti al Procuratore segnalando di aver annullato gli elaborati dei candidati poiché alcuni di loro li avevano redatti utilizzando materiali già pubblicati e disponibili sulla rete Internet, ovvero in alcuni casi riproponendone integralmente il contenuto, ovvero in altri casi ancora i candidati avevano redatto elaborati originali, tuttavia identici a quelli presentati da altri.

Il personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, a seguito di una complessa acquisizione ed analisi delle “digital evidence” e dei dati telematici, è riuscita ad attribuire per ciascun candidato le singole responsabilità.

Ogni anno, in occasione degli esami di maturità, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni lancia campagne di sensibilizzazione con l’obiettivo di debellare il fenomeno e fare in modo che gli studenti affrontino le prove confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

Un messaggio che vale non solo per i ragazzi della maturità ma, in questo caso, anche per coloro che quello step hanno ormai superato da tempo, e si apprestano ad affrontare il mondo del lavoro: scegliere di utilizzare delle scorciatoie non solo può risultare poco dignitoso ma anche seriamente inficiare il proprio futuro professionale.

Dei 103 candidati 20 sono attualmente avvocati iscritti all’albo ed esercenti la professione, 41 risultano invece ancora essere praticanti.