Sab. Dic 3rd, 2022

2020,2021 e 2022, tre annate che vanno dimenticate in termini di turismo. Prima il lockdown, poi il progredire dell’epidemia a tappe, fino a giungere al pericolo maggiore, la guerra. Proprio il turismo è il settore che più di tutti ha sofferto l’effetto epidemia. Oggi rischia di vivere un’altra stagione negativa per via della guerra in Ucraina. Un po’ ovunque sulle nostre coste sono iniziati i preparativi per la stagione estiva. Allestimenti che servono per dare speranza ad un settore andato in affanno, ma già si sentono i primi effetti negativi.

Ad esempio la costa romagnola avverte il sentore di perdite. Infatti Rimini si prepara a una nuova stagione senza turisti russi, già messi in fuga dal Covid e ora dalle sanzioni per l’invasione dell’Ucraina: nel 2019 ne erano arrivati 97.000 e avevano rappresentato oltre il 50% del turismo estero, sopravanzando anche i tedeschi. “C’erano molte aspettative dal mercato russo, ricevevamo tantissime telefonate, c’era un respiro di sollievo pensando alla ripartenza”, racconta la presidente dell’associazione albergatori di Rimini, Patrizia Rinaldis, all’AGI. Un rischio di calo di presenze che gli operatori e le istituzioni locali volevano scongiurare spingendo l’acceleratore sul turismo straniero.

Ma così non sarà. La guerra di sicuro non finirà in breve tempo, e tutto è circondato da tanta incertezza. Le aspettative iniziali si stanno rivelando dolorose, poiché potrebbe essere tutto il turismo straniero a fermarsi nelle proprie patrie evitando rischi che potrebbero derivare dalla situazione militare. Non solo, anche il caro energia e gli aumenti fuori controllo dei prezzi, possono determinare una situazione di paralisi che coinvolgerebbe il settore turistico. Così l’estate 2022 si avvia ad essere un’altra estate da dimenticare.