Dom. Feb 5th, 2023

ROMA- L’ho scritto dal primo giorno che ho fondato questo giornale che l’Europa non era e non poteva mai diventare gli stati uniti d’Europa. Troppe le differenze, troppe le culture diverse tra i popoli europee. Ognuno di noi, giustamente, si è sempre sentito parte della propria nazione. Mai ha deciso di abbandonare le proprie tradizioni, che d’altronde fanno parte della storia di ogni nazione. Nessuno è disposto a trascurare la propria identità nazionale. L’Europa che volevano i burocrati non è mai piaciuta a nessuno. Sono gli stessi cittadini europei che non vogliono sentirsi tali, perché amano le loro patrie e non hanno nessuna intenzione ad abbandonarle. Lo scritto e riscritto tante volte.

Ieri per la prima volta qualcuno mi ha dato ragione, ha iniziato a pensarla come me, cosciente che è così. E non è uno qualunque, è stato il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker. “Gli Stati Uniti d’Europa? Scordateveli. E il federalismo, un’Unione forte, il superamento dei confini? Un’illusione, un sogno che potete rimettere nel cassetto. Bisogna essere chiari: dobbiamo proprio smettere di parlarne, perché non succederà mai. E di chi è la colpa, dei governi, delle capitali che non vogliono perdere potere, della burocrazia di Bruxelles? No, spiega Jean-Claude Juncker, è «dei cittadini». Cioè nostra, di noi europei che amiamo la diversità e le tradizioni.

Quello che per me era certezza già dieci anni fa, ora si concretizza anche nelle menti di chi fa politica da anni ed è il caposaldo di questa Europa. Bisogna smetterla, giusto, perché questa Europa così come la intendono loro nessuno la vuole. Ognuno di noi è legato a ciò che è. È inutile girarci intorno: l’italiano si sente italiano, il polacco polacco, e via dicendo. Mai a questi cittadini si toglie l’identità nazionale, il suo inno, la sua nazionale di calcio, le sue tradizioni popolari, la mentalità nazionalista, nulla di ciò si riesce a scardinare dai cuori di chi vive la propria nazione. Quindi l’Europa unita è un fallimento sul nascere, perché nessuno si sente europeo, nessuno.