Dom. Ago 14th, 2022

Sono ore cruciali per la nascita del governo Draghi. Oggi il secondo giro di consultazioni con le forze politiche maggiori, poi domani incontrerà le parti sociali, e infine Mario draghi dovrà salire al Quirinale per sciogliere la riserva. La linea è già stata tracciati e Draghi gode di un ampia maggioranza in entrambi le camere. Tranne fratelli d’Italia, il resto dei partiti hanno ascoltato l’invito del capo dello stato per dare vita ad un governo autorevole porti fuori dalla crisi economica-sanitaria il paese.

Chi ha saputo tirare uno sgambetto a tutti è stato Matteo Salvini, che ha portato la Lega ad appoggiare il governo nascente mettendo all’angolo PD e M5S. nessuno avrebbe scommesso sulla scelta di Salvini, invece anche le politiche migratorie, cavallo di battaglia della Lega, in queste settimane sono passate in secondo piano. Tutto è concentrato sulla formazione della nuova squadra di governo, di cui la Lega vuole far parte. Salvini ha “azzeccato la mossa” e “messo in difficoltà gli altri partiti”. Con tutta Forza Italia o la Lega in maggioranza, i rapporti di forza si invertono. La partita si gioca soprattutto a Palazzo Madama e lì il Pd gode di soli 35 senatori, contro i 63 della Lega e i 54 di Forza Italia. Il Draghi 1 così, se non diventa un governo di centrodestra di sicuro non sarà “progressista”.

Chi esce sconfitto da questa parentesi politica è il M5S. Ha formato due governi e, poi, oggi si ritrova di nuovo con chi ha fatto cadere i due governi. La base non crede più al movimento. Basta monitorare i commenti sotto i post dei big 5 stelle per capire come il movimento non ha più elettorato, forse nemmeno più quello a lui affezionato, ridotto al lumicino. Il ritorno al governo con Salvini viene visto come uno smacco in diverse frange del gruppo parlamentare. Ma anche l’appoggio entusiasta di Renzi all’operazione Draghi viene vissuto con un disagio crescente. Il movimento si è incartato e ormai si avvia verso il declino totale. Tutto lo scenario consumato in questi giorni, anche con l’arrivo di grillo per partecipare alle conusltazioni, non è stato visto di buon occhio dalla pancia del movimento. Ora si attende il risultato di Rousseau, al quale nessuno crede più e quella democrazia diretta ormai è deceduta già da tempo.