Mar. Ott 4th, 2022

ROMA- Credetemi, ormai nemmeno più ascolto le parole di Matteo Renzi, o spengo la TV o mi tappo le orecchie: le sue chiacchiere mi hanno stancato. E non sono l’unico a farlo, ormai i sondaggi lo danno alla frutta secca accompagnato da patatine scadute. Ne ha sparate tante, tanto da indurre i cittadini a non credergli più.

L’Italia ha un problema grosso che si chiama lavoro. Da nord a sud è la priorità per ogni cittadini. Lo stato affarista amicone dell’Europa dell’austerità, non guarda con attenzione a quello che sta succedendo nelle case delle famiglie. Guarda solamente ai numeri delle banche e della finanza pubblica, e fregandosene se i cittadini possono pagare o no, aumentano le tasse continuamente. Tutto ciò ha reso un inferno la  vita degli italiani, demolendo, di fatto, i consumi interni della nazione a tal punto che essi stanno portando alla continua chiusura di aziende e attività commerciali che, in automatico, generano disoccupazione.

Ecco, siamo arrivati al punto cardine della questione: occupazione. Ogni giorno snocciolano numeri che, in teoria, non rispecchiano mai la verità. L’Italia chiede lavoro, il sud lo supplica. È questa la verità che esiste oggi in Italia, eppure, l’uomo che mi fa venire la nausea solo a vederlo, continua a dire che l’Italia marcia, è forte, ma dove prende tutto questo ottimismo inesistente.

In questo momento il paese è senza un lavoro vero, quello per intenderci che garantisce un futuro. Le aziende continuano a chiudere, come continuano a chiudere le attività commerciali distrutte da uno stato menefreghista. Il lavoro lo creano queste piccole realtà produttive, le grandi aziende hanno sempre generato disoccupazione e, nel momento di difficoltà, grazie ai sindacati, sono foraggiate dallo stato arrecando ulteriori danni alla collettività. La soluzione dei problemi non sono le riforme che sta facendo il governo Renzi, nemmeno quella sul lavoro, che ha portato solo le aziende ad assumere perché a pagare i contributi è lo stato, fra tre anni verrà il bello. La soluzione del problema si chiama aliquota, e deve essere fissata ad un parametro di sostenibilità per i cittadini. Se non si fa ciò, la penisola intera rimarrà senza più lavoro.