Mar. Nov 29th, 2022

ROMA- Abbiamo avuto negli ultimi quindici anni una classe dirigente che, pilotata dagli interessi dell’Europa, ha costruito leggi imperfette portando gli italiani a dover privarsi della libertà. Queste leggi hanno consentito al potere di spiare gli italiani in tutto e per tutto. I politici, che gli italiani continuano a votare, attraverso le leggi si sono impossessati della privacy del popolo.

Oggi le banche devono trasmettere tutto all’agenzia dell’entrate in nome dell’evasione che altri fanno: mafie in primis, banche, gruppi finanziari, gruppi assicurativi, grandi gruppi industriali, forse la stessa politica, ma queste leggi però vanno a colpire sempre i più deboli e non certamente chi l’evasione la fa. Le ultime leggi fatte a partire dal governo Monti, per arrivare all’attuale governo Renzi, non hanno fatto altro che essere forti con i deboli e deboli con i forti.

Oggi anche per richiedere il vecchio isse la giungla è diventata asfissiante, ma sicuramente per i deboli, i forti restano forti. Lo stato chiede tasse, ma alla fine toglie ai deboli quel minimo di sicurezza. Infatti la nuova riforma della sanità è un altro pungo allo stomaco per i deboli, ma certamente fa solletico ai forti. Anche l’Istat ha certificato che gli italiani rinunciano alle cure mediche per via di un sistema pubblico che non garantisce un ottima assistenza, e per via di una mancanza di risorse che impedisce di rivolgersi a strutture o professionisti privati. Insomma, a pagarne le spese sono sempre i più deboli.

La classe dirigente italiana, ancorata ad un vecchio sistema che gli ha consentito di rimanere al potere indisturbati, ha costruito una base solida per una futura dittatura. Le varie leggi che si stanno facendo in quest’ultimo periodo, non fanno altro che aumentare il divario tra stato e cittadini. L’impressione è che si stia costruendo un sistema capace di emarginare il popolo, impedendogli di decidere,  e dare invece sempre più potere allo stato. In questo modo il popolo sarà assoggettato ai voleri dei politici, anche perché con l’ultima legge elettorale, e la fine del senato, l’Italia avrà poche speranze per continuare a definirsi una repubblica democratica.