Sab. Nov 26th, 2022

ROMA – L’Ocse fotografa un’Italia dal quadro impietoso sia nell’attuale sia per il futuro. Descrive un paese di vecchi con i giovani sempre più poveri. Una situazione che pone dei seri interrogativi sul bel paese. Nei prossimi anni fino ad arrivare nel 2050, in Italia ogni 100 persone tra i 20 e i 64 anni, ci saranno altre 74 over 65. È quanto evidenzia l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico nel suo rapporto “Preventing Ageing Unequally”.

La stessa organizzazione evidenzia come i giovani siano in grande difficoltà i giovani italiani sono intrappolati sempre di più in lavori “non standard” e trovano difficoltà ad avere un’occupazione stabile. La povertà relativa in Italia è cresciuta per le generazioni giovani mentre è diminuita per gli anziani. Il tasso di occupazione per la fascia 55-64 anni è salito di 23 punti tra il 2000 e il 2016, in contrapposizione con quello dei giovani che è diminuito di 11 punti.

Il rapporto sottolinea come nonostante il recente notevole miglioramento dei tassi di occupazione dei lavoratori anziani, i divari tra i lavoratori con livelli di istruzione bassi e alti ammontano a 40 punti percentuali per gli uomini e a 50 punti per le donne, cifre tra le più alte dell’Ocse.

L’Ocse da consiglia per l’Italia di fornire una buona e conveniente qualità di assistenza all’infanzia e il miglioramento delle opportunità educative dei bambini appartenenti ai gruppi socioeconomici svantaggiati. Inoltre devono essere adottate misure “per promuovere un buon inizio della vita lavorativa assicurando una transizione morbida dalla scuola al lavoro, limitare l’impatto della perdita del lavoro e combattere la disoccupazione a lungo termine”.