Dom. Lug 3rd, 2022

ROMA- È chiaro che quando lo stato non paga a fare cassa sono solamente le banche, che elargiscono fidi e poi marciano su con interessi, e alla fine alle imprese resta ben poco di quello che devono incassare dallo stato centrale. Eppure sono tutte imprese che lavorano, che hanno reso un servizio all’ente stato, però dopo non vengono pagate. Nello stesso tempo lo stato vuole essere pagato, e quando un’impresa non paga, lo stato le massacra con equitalia.

Chiaramente le bugie di Renzi sono state superiori alle altre fatte da altri esponenti politici, infatti il 13 marzo 2014, Matteo Renzi promise in Tv agli italiani che il 21 settembre di quell’anno, giorno del suo onomastico, avrebbe fatto un pellegrinaggio al santuario di Monte Senario se il suo Governo non avesse pagato tutti i debiti che la Pubblica amministrazione aveva contratto fino al 2013. Di quel pellegrinaggio nemmeno l’ombra, perché il suo governo non ha pagato le imprese come promesso.

Secondo gli ultimi dati della  Cgia di Mestre, le aziende private, a fronte di forniture, manutenzioni o lavori fatturati alla Pubblica amministrazione, vanterebbero crediti per 65 miliardi di euro, di cui 31 sono di natura fisiologica mentre 34 sono imputabili ai ritardi colossali nei pagamenti. Questi dati, secondo la Cgia, sono “sicuramente sottodimensionati” proprio perché “riferiti ancora al 2015”. Nonostante la legge del 2013, che obbligherebbe gli enti pubblici a pagare le imprese, questa non funziona e le imprese continuano a vantare crediti da parte della pubblica amministrazione. Quindi da un lato c’è uno stato che si fa forte con i deboli e debole con i forti, dall’altro sempre lo stesso stato annienta le imprese non pagandole.