Dom. Nov 27th, 2022

Nell’ultimo trentennio abbiamo causato un danno incalcolabile alla nostra vita. Abbiamo fatto si che gli spazi verdi siano stati quasi tutti coperti dal cemento. Costruzioni a go go sottraggono verde alle persone. Nessuno si è reso conto che continuare a costruire a dismisura porta inevitabilmente a surriscaldare le aree delle città e dei paesi.  Quanto detto può essere verificato facendo qualche passeggiata serale, e quando si lascia i centri e si va verso aree non toccate dal cemento, l’aria è più fresca, poiché la natura lascia respirare la terra.

Oggi ogni persona dispone in media di appena 31 metri quadrati di verde urbano con una situazione preoccupante nei grandi centri dove si oscilla dai 6,4 metri quadrati per abitante di Messina ai 16,7 a Roma, dai 18 di Milano ai 24,3 di Firenze, dai 43 di Venezia ai 12,9 di Napoli fino ai 9,3 di Bari. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti su dati Istat in riferimento all’allarme per le temperature con 20 città da bollino rosso mentre sei regioni chiedono lo stato d’emergenza e arrivano le limitazioni all’uso dell’acqua per usi domestici.

Oggi l’enorme ondata di cemento si è trasferita maggiormente nei piccoli comuni, dove ormai si registrano costruzioni un po’ ovunque e ciò determina la distruzione del verde. Lì dove prima si respirava avendo spazi verdi che ossigenavano l’ambiente, anche qui ormai la sottrazione di alberi e aree verdi, crea condizioni di maggiore caldo causato dal riscaldamento del cemento dei palazzi e case.

Il caldo è fra le calamità meteo più letali al mondo tanto che – spiega Coldiretti – l’ultimo report dell’Agenzia europea per l’ambiente lo considera responsabile di ben 9 morti su 10 legate ad eventi meteo con quasi 140mila vittime negli ultimi 30 anni nei paesi dell’Unione. A pesare in particolare è il fenomeno dell’isola di calore urbana – sottolinea Coldiretti – con le persone che vivono nelle città che hanno un rischio maggiore di mortalità in condizioni di elevata temperatura e umidità, rispetto a coloro che vivono in ambiente sub-urbano o rurale, secondo l’Istituto superiore di sanità. In una situazione di cambiamenti climatici con ondate di calore sempre più intense e persistenti – evidenzia Coldiretti – è strategica la presenza e la gestione del verde urbano tanto che un parco di grandi dimensioni può abbassare il livello di calore da 1 a 3 gradi rispetto a zone dove non ci sono piante o ombreggiature verdi. Maggiore è la copertura verde maggiori sono i benefici per la salute della popolazione e più ampia è la difesa contro la canicola estiva.  Gli alberi infatti – continua Coldiretti – rinfrescano gli ambienti in cui si trovano grazie sia all’ombreggiatura che creano sia alla traspirazione e fotosintesi del fogliame diventando dei grandi condizionatori naturali: un’area verde urbana di 1500 metri quadrati raffredda in media 1,5 gradi e propaga i suoi positivi effetti a decine di metri di distanza.

Ma noi, purtroppo, innalzando sempre più palazzi e case, abbiamo permesso alla natura di non ossigenarci più e le ondate di calore diventano sempre di più sofferenza nei periodi estivi.