Dom. Lug 3rd, 2022

Primavera 2018. Scicli, comune in provincia di Ragusa. Seduto sulle scale del Palazzo municipale, sede del Comune, l’attore Luca Zingaretti, attende l’inizio delle riprese della prima delle due puntate della nuova serie de “Il commissario Montalbano”. Assorto dietro un paio di lenti scure, nella contemplazione della vicina chiesa barocca di San Giovanni Evangelista, illuminata dal sole di Mezzogiorno, viene avvicinato da una delle  giovani comparse presenti sul set. “Buongiono, Signor Zingaretti!…Scusasse il disturbo!…Sono Nino Spatanò, di professione pescatore, ma pure un po’ fuochista, in occasione delle processioni!…E’ veramente un piacere conoscervi personalmente…sì, insomma, intendevo dire di persona!…Scusate ancora, ma sono un pochettino emozionato di parlare con vossia!…Oggi, sono qua eccezionalmente, perché un amico mio, che fa la comparsa nella vostra serie, mi chiese il piacere di sostituirlo e io, quando sentii di cosa si trattava, non potei fare a meno di rispondere favorevolmente alla sua richiesta!…Un vostro affezzionatissimo ammiratore sono!…E pure di Montalbano, naturalmente!…Io, però, con voi, devo essere sincero…io, ancora piciotto sono e ancora un poco le idee confuse tengo!…Vi spiego meglio : mio padre, fin da piccolo, mi insegnò il mestiere di pescatore,perché, io, di studiare, non ne volevo sapere proprio!…Però, dentro di mija, non so come spiegarvelo, ho sempre sentito una passione per ‘sta cosa di recitare…Insomma, Signor Zingaretti, io vi volevo chiedere : com’è  fare l’attore?…”. “Caro Nino, innanzitutto buongiorno e grazie per la stima che mi hai manifestato!…”, principia Zingaretti, continuando : “In effetti, fare l’attore, non è proprio una cosa da niente…sembra un mestiere facile, ma non lo è affatto!…Bisogna avere talento…bisogna prepararsi…e poi trovare anche l’opportunità giusta per mettersi in luce!…Inoltre, è necessario,  fondamentale direi , studiare sempre il mondo, la realtà che ci circonda, la gente!…Vedi, Nino, noi attori somigliamo un po’ a voi pescatori…Come voi imparate a distinguere le specie di pesci,  gli umori del mare, quando è calmo, quando minaccia tempesta,  in che punto è pescoso, dove lo è meno…Così, noi attori, imapriamo a leggere l’esistenza umana, gli individui e le loro molteplici identità, per raccontarli!…Gastone Moschin, un grande attore di teatro e di cinema, che fu per me un punto di riferimento agli inizi della mia carriera, mi impartì un insegnamento che seguo ancora oggi…Ogni interprete, per essere davvero bravo, deve tenere sempre con sé, a portata di mano, un taccuino : “il taccuino dell’attore”,  in cui appuntare tutti i giorni,  ciò che vede e ascolta , per la strada, tra le persone…Cercare di capire gli uomini,  tentare di comprenderne le azioni e le motivazioni è l’unico  modo per riuscire a  rappresentarli al meglio!…”.

“Dai grandi del teatro ho imparato un’autodisciplina e un modo di vivere la realtà, perché, nel mestiere d’attore, quello che impari nella vita, ti serve sul palcoscenico e viceversa”. Così, l’attore  e regista Luca Zingaretti, nel corso di un’intervista di qualche anno fa, riguardo il suo modo di intendere e svolgere il lavoro di attore. Nato a Roma l’11 novembre del 1961, cresce con il fratello minore, Nicola (attuale Governatore della Regione Lazio), insieme con il quale condivide la passione per la Politica, nel quartiere della Magliana. Attratto sin da piccolo dallo Sport e dal Calcio, nel 1978,  a soli diciassette anni, viene ingaggiato dalla squadra del Rimini come mediano, ma, recatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico“, per accompagnare un amico a un provino, viene notato e selezionato per entrare nella prestigiosa scuola di recitazione, dove ha come docente, tra gli altri, lo scrittore e sceneggiatore Andrea Camilleri. Così, abbandonate le velleità calcistiche, nel 1980 si diploma attore, iniziando la sua carriera in Teatro. Nella prima metà degli anni Ottanta, infatti, esordisce sui palcoscenici d’Italia, diretto da grandi registi quali : Luca Ronconi (“Santa Giovanna” di George Bernard Shaw, “Le due commedie in commedia”di G.B Andreini, “The Fairy Queen” di F. Pourcell, “Le tre sorelle” di Anton Cechov e “La pazza di Chaillot”di J.Giraudoux), Marco Mattolini (“Bent” di M.Shermann e “Come gocce su pietre roventi” di Rainer Werner Fassbinder) e Sandro Sequi (“I villeggianti” e “La madre”di M. Gorkij). Poi, fra la fine degli anni Ottanta e i Novanta, avvicinatosi anche al mondo del cinema,  recita in pellicole impegante come : “Gli occhiali d’oro” di Giuliano Montaldo, “Il branco” di Marco Risi, “Castle Freak” di Stuart Gordon, “Vite strozzate”  di Ricky Tognazzi, “Artemisia. Passione estrema” di Agnès Merlet e “Rewind” di Sergio Gobbi, ma a consentirgli di raggiungere la vera popolarità è soltanto la Televisione. Dal 1999 a tutt’oggi, infatti, veste i panni de “Il commissario Montalbano”, serie in onda su Rai Uno ,  desunta dai romanzi di Andrea Camilleri e diretta da Alberto Sironi, cui alterna interpretazioni in  numerose fiction Rai e Mediaset  quali : “Il giovane Mussolini”di Gianluigi Calderone , “La piovra 8-Lo scandalo” di Giacomo Battiato, “Perlasca-Un eroe italiano” e “Paolo Borsellino-157 giorni”, entrambe  di Alberto Negrin, “Incompreso” di Enrico Oldoini, “Cefalonia” di Riccardo Milani, “Adriano Olivetti- La forza di un sogno” di Michele Soavi e “Il giudice meschino” di Carlo Carlei. Tuttavia, negli stessi anni,  mai dimentico dei suoi esordi teatrali e cinemtografici,  non trascura né il palcoscenico né il set, dove torna con pièce del repertorio classico (“Tito Andronico” di William Shakespeare, diretto da Peter Stein) e contemporaneo (“Assassinio nella cattedrale” di Thomas Eliot, diretto da Franco Branciaroli e “Maratona di New York” di Edoardo Erba) e con film d’autore, tra i quali : “Tu ridi” di Paolo e VittorioTaviani e “L’anniversario” di Mario Orfini, ( pellicole che gli valgono due candidature ai premi Nastri d’Argento come “miglior attore”), “Texas 46” di Giorgio Serafini, “Prima dammi un bacio” di Ambrogio Lo Giudice, “I giorni dell’abbandono” e “Alla luce del sole” di Roberto Faenza (film, quest’ultimo, in cui interpreta il sacerdote antimafia, don Pino Puglisi),  “A casa nostra” di Francesca Comencini, “Tutte le donne della mia vita” di Simona Izzo, “Mio fratello è figlio unico”di Daniele Lucchetti e “Sanguepazzo” di Marco Tullio Giordana .Vincitore nell’anno 2010/2011 dei premi Nastro d’Argento e David di Donatello per le pellicole: “La nostra vita” di Daniele Lucchetti, “Il figlio più piccolo” di Pupi Avati  e “Noi credevamo” di Mario Martone, nel 2012 prende parte anche a commedie all’italiana come : “Immaturi – Il viaggio” di Paolo Genovese e a kolossal internazionali quali : “Asterix e Obelix al servizio di Sua Maestà” di Laurent Tirard. Cimentatosi anche nella regia, cura il documentario “Gulu”, premiato con il prestigioso riconoscimento delle Colombe d’oro per la Pace e, in seguito,  gli adattamenti delle opere teatrali : “La torre d’avorio” di Ronald Harwood, “The Pride” di Alexi Kaye Campbel, “Passa una vela…spingendo la notte più in là”, “La Sirena”, (pièce, quest’ultima,tratta dal racconto “Lighea” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa), nel 2014 prende parte ai film “Maldamore” di Angelo Longoni e “Perez” di Edoardo De Angelis. Insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, dopo il divorzio dalla moglie, la giornalista e scrittrice, Margherita d’Amico, nel 2012, si risposa con l’attrice Luisa Ranieri,  madre delle sue due figlie : Emma e Bianca. Di recente, sul piccolo schermo con i nuovi seguitissimi episodi de “Il commissario Montalbano”, nonostante la consacrazione  a livello nazionale e internazionale,continua a dirsi incuriosito e affascinato dal mestiere di attore e desideroso di interpretare personaggi sempre diversi e, a chi gli chieda il segreto del successo del Commissario “Salvo Montalbano”,  risponde : “Piace, perché è scritto bene, ha una grande regia e perché lui ha una parola sola, non è in vendita, incarna valori ancestrali”.