Lun. Ott 3rd, 2022

Primavera 2018. Roma. Nella grande casa di famiglia, l’attrice Lucrezia Lante della Rovere, sta sistemando l’armadio della madre, la stilista, scrittrice e personaggio televisivo Marina Ripa di Meana, scomparsa da pochi mesi ,dopo una lunga malattia. Insieme con lei, le figlie, Ludovica e Vittoria.  “Guardate quanti vestiti ci sono qui!…Vostra nonna continua a stupirmi!…e guardate questo copricapo: ma cos’è?, sembra un ragno!…Ha sempre indossato cappelli strani, ma questo, mi era proprio sfuggito!…”, commenta l’attrice, rivolgendosi alle ragazze. Poi, una delle due, richiama la sua attenzione per mostrarle un tubino rosso e nero. “Ricordi, mamma?…Nonna lo indossava alla Mostra del Cinema di Venezia… Quel giorno , quando arrivaste insieme sul tappetto rosso, i fotografi quasi impazzirono!…”, rievoca Ludovica. “Già!…Sentite, sapete cosa faccio?, un gioco!…siccome oggi, vostra nonna, mi manca più degli altri giorni ,io indosso il suo vestito…così, per sentirla più vicina…per illudermi che sia ancora qui, con noi!…”, propone la Lante della Rovere alle figlie; poi ,indossato il tubino , si avvicina allo specchio accanto all’armadio, per osservarsi. “Mamma…ma lo sai che sembra di vedere lei!…le somigli moltissimo!…”, constata la figlia Vittoria. “No…no, ragazze mie!…la nonna era la nonna!…”Marina” era “Marina”!…”, esclama l’attrice, continuando: “Era una donna ironica, anticonvenzionale, sincera, molto più di tante  alto-borghesi che frequentavano i salotti romani …No,lei era unica!, una donna unica…allegra, determinata, battagliera…non s’è arresa alla malattia e si è consegnata alla morte con dignità e con quella stessa leggerezza piena di spessore con cui ha vissuto…Bastasse indossare un suo abito per assomigliarle!…No, io non sarò mai come lei…io sono io: Lucrezia!…Però, almeno, guardandolo, questo vestito, guardando il vestito di mia madre solo per un attimo, posso sperare che lei sia ancora qui, con me, con noi!…”.

“L’ironia a piccole dosi serve per sopravvivere , ha un ruolo salvifico. Io riesco a essere ironica, mia madre era molto abile in questo. Aveva un’energia tenace, sconfinata, ma sapeva anche essere leggera. Mi ha insegnato molto della vita”. Così, l’attrice Lucrezia Lante della Rovere, ricordava in un’intervista, rilasciata qualche tempo fa,sua madre, la stilista, scrittrice e personaggio televisivo, Marina Ripa di Meana, spentasi ,dopo un lunga malattia, il 5 gennaio 2018. Nata a Roma il 19 luglio 1966 da Alessandro dei duchi Lante della Rovere e da Marina Punturieri Ripa di Meana, ha come antenati ben due Papi: Sisto IV e Giulio II,il Pontefice che commissionò a Michelangelo gli affreschi della Cappella Sistina. Modella , all’età di quindici anni per conquistare l’indipendenza e affrancarsi dai genitori, seppur già separati, negli anni Ottanta, attratta dalla recitazione , intraprende la carriera di attrice,debuttando sul grande schermo con il film diretto da Mario Monicelli “Speriamo che sia femmina”, accanto ad attori come Stefani Sandrelli e Philippe Noiret, cui seguono, fino al 1990, le pellicole : “Storia di ragazzi e ragazze” di Pupi Avati e “Tre colonne in cronaca” di Carlo Vanzina. Esordito contemporaneamente in palcoscenico, con lo spettacolo “Casanova a Spa” di L. Fusco, fra gli anni Novanta e il 2000, alterna cinema (“Quando eravamo repressi” diPino Quartullo,”Il cielo è sempre più blu”  di Antonio Luigi Grimaldi, “Ardena” di Luca Barbareschi e “Carbonara” di Luigi Magni), teatro ( “Quando eravamo repressi” di Pino Quartullo, “Oleanna” di Mamet, diretto da Luca Barbareschi, “Senza titolo-Platonov” di A. Checov, per la regia di Gabriele Lavia, “Skylight” di Luca Barbareschi e “Il mercante di Venezia”, di William Shakespeare, pièce diretta da Giorgio Albertazzi) e televisione (recita nelle serie : “La famiglia Ricordi” di Mauro Bolognini, “Trenta righe per un delitto” di Lodovico Gasperini e co-conduce i programmi Rai e Mediaset “Tutti gli zeri del mondo”, al fianco di Renato Zero, e “Presenze”). Conquistate le platee teatrali con gli spettacoli: “Giulia del 45” di Strindberg ,diretto da Cantone, “I monologhi della vagina” di Eve Ensler, per la regia di Emanuela Giordano, “Un marito ideale” di Oscar Wilde, diretto da M.Missiroli, “Quel che sapeva Maisie” di H.James, per la regia di Luca Ronconi, “Malamore” ,su testo della giornalista e scrittrice Concita De Gregorio e la regia di Francesco Zecca , “Come tu mi vuoi” di Luigi Pirandello, libero adattamento  e regia di M. D’Amico e Francesco Zecca e “Il misantropo” di Molière, su adattamento di Francesco Frangipane, dimostra doti di attrice brillante nel film commedia di Vincenzo Salemme “Sms-Sotto mentite spoglie”, per poi tornare alle pellicole “d’autore” e internazionali, quali: “Quantum of Solace” di Marc Forster , “Ovunque tu sia” di Ambrogio Lo Giudice e “Viola di mare” di Donatella Maiorca. Volto di serie tv Rai di successo come: “Orgoglio 2 e 3”, di Giorgio Serafini e Vittorio De Sisti,  “Donna detective” di Cinizia CH Torrini e Fabrizio Costa, “Ovunque tu sia” di Ambrogio Lo  Giudice, “Lo smemorato di Clollegno” di Maurizio Zaccaro , “Tutti pazzi per amore 3” di Laura Muscardin e “La dama velata” di Carmine Elia, nel 2015 partecipa, in veste di ballerina, alla trasmissione di Rai Uno “Ballando con le stelle”. Di recente sulle scene, con la pièce “Il padre” di Florian Zeller , per la regia di Piero Maccarinelli , sul piccolo schermo,  con la mini serie “La strada di casa” di Riccardo Donna e, nelle sale, con la commedia di Carlo Verdone “Benedetta folilia”, è madre delle gemelle Ludovica e Vittoria, avute dall’imprenditore e attuale Presidente del Coni Giovanni Malagò, e nonna. Legata per sette anni al collega Luca Barbareschi e, in seguito al giornalista Emiliano Liuzzi, scomparso nel 2016, ha vinto numerosi premi (Taormina Film Festival , Roma Fiction Fest, Premio Walter Chiari, Premio Flaiano, Biglioetto d’oro)per le sue interpretazioni teatrali, cinematografiche e televisive. Attualmente in teatro con la pièce “Il cielo sopra il letto”, di David Hare, diretta da Luca Barbareschi, di sé e della sua passione per il Teatro, ha detto: “Si va a teatro per vedere qualcosa , per ridere , piangere, emozionarsi. Anche per vedere e provare ansia e angoscia. Il teatro è anche catartico: si soffre, ma si soffre tutti insieme, poi stai meglio. Il teatro deve dare delle emozioni . Come un film o un libro. Con la differenza che il teatro è l’unico spettacolo live: quello che succede , succede solo lì e in quel momento. Tutto può essere replicato e visto per televisione, il teatro no, va vissuto. Questa è la magia del teatro che mi ha sempre affascinato”.