Lun. Dic 5th, 2022

ROMA- Ormai il partito di Casini, povero di numeri elettorali e ora povero anche di soldi, rischia di finire prima della prossima tornata elettorale. L’Udc è in profondo rosso, c’è un disavanzo di due milioni di euro. Significa che se fosse stata una qualunque società a quest’ora avrebbe già chiuso i battenti, ma trattandosi di un partito politico le cose possono proseguire. la società di revisione che ha analizzato il bilancio 2014 dell’Udc, e risulta quasi 2 milioni di rosso, profondo rosso. Il default dei centristi va cercata nel fatto che nelle casse del partito non entrano più soldi, mentre le spese restano alte, specie quelle per le campagne elettorali. I contributi statali, da più di 4,6 milioni nel 2013 si è passati a 31mila euro, spiccioli. Le «contribuzioni liberali» per l’Udc nell’ultimo anno si sono drasticamente ridotte, dal milione mezzo di euro dell’anno prima (tra donazioni di persone fisiche e aziende) si è passati ai spiccioli: 57mila euro del 2014, più o meno i soldi versati dagli stessi eletti dell’Udc tra Parlamento e consigli regionali. Anche il 2 per mille non fa entrare nulla nelle casse del partito visto che solo 114 persone su 42 milioni di contribuenti hanno dato qualcosa al partito di Casini, solo 3mila euro. Ma è normale visto che il partito non ha più elettori di conseguenza non ha chi gli crede per finanziarlo.

Il fatto che i soldi pubblici non entrano più nelle casse dei partiti dimostra come sia necessario abolire del tutto i finanziamenti ai partiti, in modo tale da ripristinare una vera e sana politica che non si basi più sulle ricchezze di un partito ma su quello che riesce a fare senza soldi. Oggi ormai tutti i partiti sono in forti difficoltà ed è scontato che molti di essi in meno di un anno salteranno. Ma è giusto così, perché imprenditori devono fare salti mortali per mantenere le loro aziende a proprie spese, e non è giusto che i partiti vogliono mantenersi a spese del contribuente.