Mer. Feb 8th, 2023

Autunno 1993. Napoli. Nella monumentale piazza Municipio, incorniciata dal porto e  dall’imponente sagoma di Castel Nuovo, meglio noto  come “Maschio Angioino” , una colonna di vetture, ferma  in coda al semaforo rosso , attende che la segnalazione luminosa cambi per poter ripartire, quando, d’un tratto,proprio all’apparire del verde,  dall’incrocio opposto, giunge a piedi, trafelato, un vigile urbano, fischiando a distanza un “Alt”. “Signori, mi spiace, ma non si può procedere!…”, annuncia la guardia, continuando : “Mi ha appena avvisato la centrale radio,  che c’è un blocco all’altezza di via Marina per lavori in corso…”. “Scusate , capo!…”, richiama l’attenzione del poliziotto municipale un tassista, uscito fuori  dalla sua automobile, “Ma io debbo montare in servizio…E questi che modi sono?…Gesù Gesù , vedi s’è cosa?!…Un uomo onesto scende di casa alle sette e mezza  per lavorare e gli impediscono di fare il suo dovere…Po’ dice che quelli , là sopra , al Nord non tengono ragione a dire che noi napoletani siamo sfaticati!…Ma po’ si può sapere o no ch’è successo? … questi che lavori sono?…” . “Sentite , voi avete ragione, ma io che ci posso fare?…”, replica il vigile, precisando : “quella è stata una cosa improvvisa…si è aperta una voragine all’imbocco della galleria , del tunnèl che collega via Marina a via Chiatamone…hanno dovuto chiamare i pompieri e pure quelli dei Beni culturali, perché dice che sotto alla falla hanno trovato un reperto…pare sia un tratto di muro romano…un opus incertùm, dicono!…” . “Oh…e mò , secondo voi, io dovrei perdere una mattinata di lavoro per l’ “opus incertùm”?…” , contesta il tassista,visibilmente adirato, subito interrotto e ripreso dalla voce di un altro automobilista accanto : “E voi vorreste mettere l’importanza di un rinvenimento così importante per Napoli e i napoletani e , forse, anzi senza dubbio, per l’umanità , con la vostra giornata di lavoro?…Tanto , poi, si sa : voi tassisti , il modo di recuperare lo trovate sempre!…”. “Scusate, ma voi chi siete?…e soprattutto come vi permettete di intromettervi nella conversazione tra me e il signor vigile!?”, lo rimprovera il tassista. “Come chi è?, ma non lo avete riconosciuto?…E’ Luigi Necco, il giornalista!…”, chiarisce il poliziotto urbano. “Ah, sì, sì…adesso che vi guardo meglio…siete voi…siete proprio voi!” , lo riconosce l’autista, “…embè, sentite dotto’,  io vi debbo dire una cosa : mi piacevate di più prima…quando facevate le telecronache  a “9o° minuto”…mò , non vi capisco, non vi riesco a seguire con quel programma…come si chiama?, il Faraone…”. “L’occhio del faraone”, volete dire?….è una rubrica sull’archeologia, appunto!…Se vi sforzaste di seguirla , vi farebbe bene…guidereste meglio, credetemi!…” , lo esorta Necco con tono paterno. “Dotto’, ma voi non eravate un giornalista?…mò vi mettete a fare pure l’archeologo?…” , chiede sarcastico il tassista. “Eh…che ci volete fare?…si fa quel che si può!…Facciamo che per voi sono : “l’archeologo-giornalista”!…” .

“Maestro del giornalismo napoletano e grande uomo di cultura”. Così, le autorità partenopee hanno elogiato unanimemente il giornalista e scrittore Luigi Necco. Nato a Napoli, l’8 maggio del 1934 , sin da studente universitario, presso la facoltà di Istituzioni dell’Europa dell’Università “L’Orientale”, coltivò la passione per la scrittura, collaborando con la testata Corriere di Napoli. Entrato verso la prima metà degli anni Settanta nella sede partenopea della Rai come radigiornalista,  passò ben presto alla televisione, occupandosi dal 1978 al 1993 di telecronache sportive. Per quindici anni, dunque, fu tra i volti più  popolari e amati della trasmissione calcistica “90° minuto” , condotta da Paolo Valenti. Inviato  presso gli stadi di Napoli e Avellino, per seguire gli incontri di campionato o in occasione di competizioni-evento come i Mondiali  , diede vita ad animati collegamenti ,rendendo protagonisti di folgoranti scambi di battute sia calciatori che tifosi. Poi, abbandonati i campi di calcio, dal 1993 al 1997  curò l’approfondimento culturale, ideando e conducendo per il terzo canale Rai la rubrica televisiva , dedicata all’archeologia, “L’occhio del faraone”, nel corso della quale furono trasmessi oltre trecentosessanta tra documentari e servizi ,ambientati in siti e in complessi monumentali presenti nella vasta area mediterranea (Grecia, Egitto, Giordania, Turchia, Iraq e l’italia con l’immancabile Pompei). Garante e difensore dei diritti dei cittadini, al timone per qualche mese del rinato programma (dopo l’abbandono di Antonio Lubrano) “Mi manda Raitre”, nel Duemila, dopo essersi allontanato per un periodo dal piccolo schermo, tornò in video ,dapprima come commentatore sportivo per la “Buona Domenica” Mediaset di Maurizio Costanzo (2005) , e poi in veste di conduttore, sull’emittente privata Teleoggi-Canale9, della trasmissione “L’emigrante”,  riflessione su fatti di  cronaca di Napoli. Presidente dell’Ente provinciale del Turismo e Consigliere comunale, negli ultimi mesi  ha promosso ,in collaborazione con la Prefettura e l’Ordine dei Giornalisti della Campania, progetti sulla legalità destinati alle scuole, a testimonianza del suo ruolo attivo nella lotta alla camorra ,che nel 1981 lo gambizzò brutalmente all’uscita da un ristorante di Avellino,per aver denunciato delle connivenze fra il presidente della locale squadra di calcio , Antonio Sibilia, e il boss Raffaele Cutolo. Cultore della parola e scrittore raffinato , dopo “Giallo di Troia”, avvincente inchiesta archeologica sulla sparizione del tesoro di Troia,edita da Pironti, di recente (2014), ha dato alle stampe, ancora per lo stesso editore, “Operazione Teseo”, ricostruzione della vicenda eroica dell’alpino Siro Riccioni. Scomparso alla vigilia degli ottantaquattro anni, il 13 marzo scorso, presso l’Ospedale Cardarelli di Napoli, per via di un’insufficienza respiratoria, è stato omaggiato dai suoi cari, dagli amici e dai  concittadini durante la cerimonia funebre svoltasi nella chiesa degli Artisti. “Riformatore del linguggio televisivo”,lo hanno definito i colleghi, eslatandone la capacità empatica e divulgativa; “Uomo colto e sempre impegnato in difesa di Napoli  e del suo patrimonio culturale”, ha scritto di lui ,in una nota, l’assessore alla Cultura, Nino Daniele. “Ha raccontato con passione e stile inconfondibili la nostra storia fino a diventarne parte”, ha affidato ai social network il suo commiato, il presidente della Società Sportiva Calcio Napoli, Aurelio De Laurentiis, mentre l’addio più commosso e spontaneo lo hanno espresso le persone comuni : “Ciao, Signor Necco porteremo per sempre con noi la mano de Dios e la cabeza de Maradona!” ; “Ciao, Professor Necco ! Milano chiama, Napoli risponde”.