Gio. Lug 7th, 2022

Primavera 1993. Napoli. Università Federico II. Nell’Aula Magna della facoltà di Giurisprudenza, un gruppo di studenti del primo anno ripassa alcuni capitoli di Storia del Diritto romano,  a pochi giorni dalla sessione d’esame. “Oh, raga’, fidatevi!..L’ho saputo da una fonte certa…Quello, il professore, è proprio fissato con il Diritto di famiglia…a tutti, ma dico proprio a tutti gli studenti, ad ogni esame, chiede le “potestà del padre di famiglia”…quindi, tocca impararle bene…mò, sapete che facciamo?, le ripetiamo insieme a turno!…”, propone Lucio, ventenne di Matera con la passione per lo Spettacolo, subito incalzato da Lina, napoletana del quartiere Santa Lucia, aspirante avvocatessa : “Oh, Lucio, ma tu sei proprio sicuro?, ma sicuro, sicuro?…Perché a me, una ragazza, qualche settima fa, aveva detto che il Prof. tiene molto al Diritto di proprietà!…Va be’, come al solito, qua, ognuno dice la sua!…Comunque, l’idea di ripassare insieme è ottima!…Anzi, sai che facciamo adesso?, simuliamo proprio l’esame…Io faccio finta di essere il professore e tu e Luisa rispondete alle mie domande…poi, dopo, ci alterniamo!…Che ne dite?…”. “Per me, si può fare!…”, risponde, senza esitazione, Lucio, rivolgendosi a Luisa, diciannovenne partenopea, dagli occhi scuri e intensi, “E tu, Lui’, che dici, ti va di ripassare?…”. “Sì…ma la dobbiamo proprio fa, ‘sta cosa?…No, perché…se penso all’esame , mi prende un po’ d’ansia!…”, rivela la studentessa agli amici. “Lui’, ancora non ti sei abituata?…ma questo, dall’inizio dell’anno, è il quarto esame!…E poi, Lucio, mica è il professore…qua siamo tra di noi!…”, cerca di rassicurala l’amica. “Sì, Lui’, Lina ha ragione, non c’è niente di cui preoccuparsi, siamo tra di noi!”, la tranquillizza anche Lucio, continuando: “…E poi, proprio perché hai paura, simulare l’esame può essere un modo per abituarti all’idea e non farci più caso!…Comunque, io so come farti passare quest’ansia!…anche perché l’ultima volta che ho assistito a un tuo esame quasi svenivi sulla cattedra!…Sai che facciamo?, una volta alla settimana vieni con me al corso di recitazione, così puoi imparare a gestire meglio le emozioni, l’emotività…e magari  è la volta buona che quel perdigiorno del secondo anno, quel ragazzo che ad ogni sessione si mette in prima fila per prendere in giro tutti, com’è che si chiama?…ah, sì, Arturo!… Così, dicevo,  Arturo la smetterà  di chimarti : “Luisa, la timida”!…”.

“Non ho deciso io di diventare attrice, è stato un incontro fatale. Studiavo Giurisprudenza. Un amico si era iscritto a un corso di Teatro e io l’ho seguito con l’intento di migliorare la mia performance all’Università, perché ero così timida che svenivo al momento di dare gli esami. E poi, ci sono rimasta invischiata : ho capito che la recitazione mi dava la possibilità di essere me stessa attraverso i personaggi”. Così, l’attrice Luisa Ranieri, in un’intervista, a proposito degli inizi della sua carriera. Nata a Napoli, il 16 dicembre del 1973, insieme ai fratelli, trascorre un’infanzia segnata dalla separazione dei genitori e dal cattivo rapporto tra il padre e il secondo marito della madre. Adolescente timida, appassionata di Letteratura, diplomatasi nei primi anni Novanta, si iscrive alla Facolotà di Giurisprudenza dell’Università Federico II, con il sogno di divenatre avvocato o magistrato. Poi, per via della timidezza, che incide sulla resa degli studi, consigliata da un amico, inizia a frequentare un corso di Teatro, scoprendo l’attitudine per la recitazione. Quindi, nonstante le perplessità materne, nel 2000 si trasferisce a Roma per intraprendere la carriera di attrice. Nel 2001, esordito nella serialità televisiva con la partecipazione alla fiction d’azione di Rai Tre, “La squadra”, e  nella pubblicità, come protagonista femminile dello spot di una nota marca di tè, divenuto un vero e prorprio tormentone per via della battuta : “Anto’ , fa caldo!”, viene notata dall’attore e regista Leonardo Pieraccioni, che la scrittura per il film “Il principe e il pirata”. Tuttavia, mette in luce appieno le sue doti di interprete solo grazie alla miniserie Rai, diretta da Giulio Base, “Maria Goretti”, nella quale recita il ruolo di “Assunta”, madre della Santa. Rivelatasi, dunque, attrice capace di passare dal genere della commedia al dramma, negli anni fra il 2004 e il 2014 alterna ruoli da caratterista a quelli più intensi sia nel cinema (“Guardiani delle nuvole” di Luciano Odorisio, “Il filo pericoloso delle cose” di Michelangelo Antonioni, “SMS-Sotto mentite spoglie” di Vincenzo Salemme, “Gli amici del bar Margherita” di Pupi Avati, “L’amore buio” di Antonio Capuano, “La vita è una cosa meravigliosa” di Carlo Vanzina, “Mozzarella Stories” di Edoardo De Angelis, “Immaturi” e “Immaturi-Il viaggio” di Paolo Genovese, “Colpi di fulmine” di Neri Parenti, “Maldamore” di Angelo Longoni e “Allacciate le cinture” di Ferzan Ozpetek) che nelle serie Tv  Rai e Mediaset (“La omicidi”, “Cefalonia” entrambe di Riccardo Milani, “Boris” di Luca Vendruscolo, “‘O professore” di Maurizio Zaccaro, “Amiche mie” di Paolo Genovese e Luca Miniero, “Gli anni spezzati-Il commissario” di Graziano Diana,  “Il giudice meschino” di Carlo Carlei e “Una buona stagione” di Gianni Lepre). Negli stessi anni, debuttato in palcoscenico con “L’oro di Napoli”, adattamento teatrale dell’omonima serie di racconti di Giuseppe Marotta, a cura di Gianfelice Imparato e Armando Pugliese, si cimenta nella conduzione televisiva, dapprima affiancando Adriano Celentano nello spettacolo di Rai uno “Rockpolitik”, e poi,presentando su Rai Tre il programma “Amore criminale”, dedicato al tema della violenza sulle donne. Raggiunta la piena maturità, (viene scelta come madrina della settantunesima edizione del Festival del Cinema di Venezia), nel 2016 interpreta l’imprenditrice “Luisa Spagnoli”, nell’omonima serie di Rai Uno, diretta da Ludovico Gasperini, cui seguono il film per la Tv : “La musica del silenzio”  di Michael Radford, ispirato al romanzo autobiografico del tenore pop Andrea Bocelli, e le pellicole: “Forever Young” di Fausto Brizzi, “Veleno” di Diego Olivares e “Napoli velata” di Ferzan Ozpetek. Sposata dal 2012 con l’attore e regista Luca Zingaretti, conosciuto sul set nel 2005, e madre di Emma e Bianca, nel 2018, reduce dal successo di ascolti della serie di Rai Uno “La vita promessa”, di Ricky Tognazzi, storia di amore e immigrazione ambientata negli anni Venti, si dedica al Teatro, recitando, diretta dal marito Luca Zingaretti,  nella pièce drammatica “The Deep Blue Sea”di Terence Rattigan. Attualmente impegnata nella lavorazione del film “Vita segreta di Maria Capasso”, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore-regista Salvatore Piscicelli, di sé  ha detto: “Sono convinta che la serietà, la determinazione e la puntualità ripaghino sempre. L’importante è scegliere un lavoro che ci piace e cercare di svolgerlo al massimo delle nostre capacità. Per un periodo , per mantenerni agli studi, mettevo a posto i faldoni nello studio di un tributarista, ma con una tale precisione che, quando me ne sono andata, il tributarista era disperato. Quando lavori con amore e lo fai bene, le persone si ricordano di te. E puoi darti una pacca sulla spalla. Io, dopo anni di insicurezze e di analisi, ho imparato a prendermi una pausa e a dire: “Lui’, sei stata brava””.