Ven. Feb 3rd, 2023

ROMA-  Sono finiti i primi cinque anni del M5S in parlamento, ora tocca riproporsi e cercare di vincere. Cosa assai difficile in questo momento delicato per il paese. L’Italia esce da una legislatura che ha visto alternarsi tre premier: Letta, Renzi e Gentiloni. Tre premier che non hanno saputo fare nulla di concreto per il bene del paese. Però il movimento non ha saputo approfittarne della situazione di insufficienza dei tre governi disastro. Tralasciando ciò, in questi cinque anni il movimento doveva creare le basi per vincere, invece le contraddizioni sono aumentate e non diminuite. Evidentemente al movimento manca un consulente politico, capace e audace, che possa indicare delle strade diverse da quelle imposte finora da Grillo e Casaleggio.

Il sentore della gente è sempre indirizzato a dare sostegno ai giovani grillini, ma con un pizzico di scetticismo in più che potrebbe essere l’arma letale per il movimento: lo scetticismo crea confusione e spesso disorienta chi deve decidere.

Di Maio è attualmente il candidato alla Presidenza del Consiglio. Un candidato, a mio avviso, che nei fatti non decide praticamente nulla. Quando si parla con i grillini dicono tutti che le scelte le fanno i cittadini, ma finora non si è visto, anche perché le varie votazioni online sono comunque servite a nulla.  Di Maio è visto come un candidato solo espressione di un piccolo gruppo di potere privato. Cosa che inquieta tanto, perché quando il sentimento popolare diventa questo, allora vuol dire che anche nei confronti del movimento iniziano a serpeggiare malumori che possono annientare le pretese di vittoria. In questi 5 anni il M5s non è riuscito a cacciare fuori dalla sua attività politica quel web che ne ha penalizzato la crescita. Le scelte dei cittadini dipendono molto da come vedono il movimento alla guida del paese. Al momento tra la gente c’è una forte incertezza. Chiudere l’attività politica, quella decisionale, dentro una scatola chiusa, davvero non piace a molti italiani.