Mer. Lug 6th, 2022

ROMA- Regali “ghiotti” ed elettronica. Stando alle previsioni formulate dalle imprese, saranno questi i doni che gli italiani più frequentemente troveranno sotto l’albero di Natale. I preconsuntivi per il IV trimestre 2015 dell’industria manifatturiera, elaborati dal Centro studi di Unioncamere e dall’Istituto Guglielmo Tagliacarne, mostrano una impennata di ottimismo soprattutto tra le imprese del settore alimentare e elettrico ed elettronico, ma si estendono a “macchia di leopardo” all’intero segmento manifatturiero. Le attese positive – se confermate alla fine del periodo – daranno la misura di quanto la macchina Italia stia, sia pure faticosamente, rimettendosi in moto.

“Alcuni ‘pezzi importanti’ del nostro sistema manifatturiero mostrano di aver imboccato un percorso di recupero di una certa consistenza”, evidenzia il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello. “E’ fondamentale ora che la crescente fiducia manifestata dai consumatori e attestata dalle rilevazioni dell’Istat si traduca in una buona ripresa dei consumi interni. In questo modo gli effetti positivi di questo ripresa  dell’attività produttiva dopo tanti anni di crisi potranno trasferirsi anche a quei settori e a quelle aree del Paese che mostrano ancora difficoltà”.

Gli ottimisti in netta maggioranza

Ammonta a +16 punti percentuali la differenza fra gli imprenditori che prevedono un incremento di produzione e fatturato rispetto a quelli che ne prevedono una diminuzione nel IV trimestre dell’anno, ma si aggira intorno ai 30 punti percentuali nel caso dell’alimentare e dell’industria elettrica ed elettronica. Tra chi vede maggiormente rosa ci sono gli imprenditori del Centro (il saldo fra attese positive e negative è pari a +23 per la produzione e a +20 per il fatturato)  mentre nel Mezzogiorno il saldo è di +19 per entrambi gli indicatori.

Il dato più confortante di queste manifestazioni di ottimismo riguarda però la previsione di ripresa della domanda interna, sebbene essa appaia comunque più debole di quella estera e limitata ad alcuni casi specifici: il saldo tra attese di incremento e di diminuzione degli ordinativi provenienti dai consumatori italiani è infatti pari a +9 punti percentuali, a fronte dei circa 20 punti che caratterizzano quelli esteri. Il dato di sintesi degli ordinativi interni è trainato verso l’alto dalle previsioni particolarmente positive dell’alimentare (+32 punti percentuali) e dal comparto dell’elettricità e dell’elettronica (+19 punti percentuali). Decisamente più contenuto, invece, per gli altri settori.

Previsioni relative alla PRODUZIONE per il IV trimestre 2015, per classe dimensionale, ripartizione geografica e settore di attività

(distribuzione % risposte delle imprese e saldi in punti percentuali)

  Totale imprese
  aumento stabilità diminuz. saldo
         
TOTALE 31 54 15 16
 – di cui: Artigianato 25 56 19 6
 – di cui: 2-49 addetti 27 55 18 9
 – di cui: 50 addetti e oltre 36 52 12 23
         
SETTORI        
Industrie alimentari 41 47 12 29
Industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature 30 54 15 15
Industrie del legno e del mobile 31 51 18 12
Industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche 31 55 14 17
Industrie dei metalli 25 55 19 6
Industrie elettriche ed elettroniche 40 50 11 29
Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto 32 55 14 18
Altre industrie 27 57 15 12
         
RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE        
Nord Ovest 29 55 16 13
Nord Est 32 52 17 15
Centro 35 52 12 23
Sud e Isole 31 57 12 19
         

Fonte: Unioncamere-Istituto Guglielmo Tagliacarne – Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera

Previsioni relative al FATTURATO per il IV trimestre 2015, per classe dimensionale, ripartizione geografica e settore di attività

  Totale imprese
  aumento stabilità diminuz. saldo +/-
         
TOTALE 33 50 17 16
 – di cui: Artigianato 26 54 21 5
 – di cui: 2-49 addetti 29 51 20 9
 – di cui: 50 addetti e oltre 38 49 13 25
         
SETTORI        
Industrie alimentari 44 43 12 32
Industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature 31 51 17 14
Industrie del legno e del mobile 34 46 20 14
Industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche 31 56 13 18
Industrie dei metalli 28 50 22 5
Industrie elettriche ed elettroniche 40 49 11 28
Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto 33 51 15 18
Altre industrie 30 53 17 13
         
RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE        
Nord Ovest 32 50 18 14
Nord Est 33 48 18 15
Centro 35 50 15 20
Sud e Isole 31 57 12 19
         

Fonte: Unioncamere-Istituto Guglielmo Tagliacarne – Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera

Previsioni relative agli ORDINATIVI NAZIONALI per il IV trimestre 2015, per classe dimensionale, ripartizione geografica e settore di attività

(distribuzione % risposte delle imprese e saldi in punti percentuali)

  Totale imprese
  aumento stabilità diminuz. saldo +/-
         
TOTALE 25 59 16 9
 – di cui: Artigianato 24 53 23 1
 – di cui: 2-49 addetti 24 55 21 3
 – di cui: 50 addetti e oltre 26 60 13 13
         
SETTORI        
Industrie alimentari 40 52 8 32
Industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature 22 59 19 3
Industrie del legno e del mobile 27 51 22 4
Industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche 24 60 16 8
Industrie dei metalli 21 60 19 2
Industrie elettriche ed elettroniche 29 60 11 19
Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto 24 60 16 7
Altre industrie 26 56 18 8
         
RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE        
Nord Ovest 23 59 18 6
Nord Est 26 57 17 8
Centro 27 60 13 15
Sud e Isole 33 58 9 24
         

Fonte: Unioncamere-Istituto Guglielmo Tagliacarne – Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera

Previsioni relative agli ORDINATIVI ESTERI per il IV trimestre 2015, per classe dimensionale, ripartizione geografica e settore di attività

(distribuzione % risposte delle imprese e saldi in punti percentuali)

  Totale imprese
  aumento stabilità diminuz. saldo +/-
         
TOTALE 35 50 15 20
 – di cui: Artigianato 31 50 20 11
 – di cui: 2-49 addetti 34 49 17 17
 – di cui: 50 addetti e oltre 36 50 14 22
         
SETTORI        
Industrie alimentari 49 42 9 41
Industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature 35 48 17 17
Industrie del legno e del mobile 44 40 16 28
Industrie chimiche, petrolifere e delle materie plastiche 35 52 13 22
Industrie dei metalli 30 52 18 13
Industrie elettriche ed elettroniche 43 48 9 35
Industrie meccaniche e dei mezzi di trasporto 30 53 18 12
Altre industrie 33 52 15 18
         
RIPARTIZIONI GEOGRAFICHE        
Nord Ovest 35 48 17 19
Nord Est 35 48 17 18
Centro 33 57 10 24
Sud e Isole 35 59 6 29
         

Fonte: Unioncamere-Istituto Guglielmo Tagliacarne – Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera

L’indagine congiunturale sulle imprese dei settori del manifatturiero, realizzata dal Centro Studi Unioncamere, si rivolge trimestralmente ad un campione di oltre 10.000 aziende con almeno un dipendente: tale campione è  formato da poco meno di 4.000 interviste realizzate “centralmente” (che garantiscono la significatività dei risultati per il totale Italia e per le cinque regioni le cui Unioncamere effettuano sovracampionamenti sull’indagine Nazionale, ovvero Liguria, Emilia Romagna, Campania, Sicilia[1] e Lazio), mentre le restanti interviste sono fornite trimestralmente dalle quattro Unioncamere Regionali che, conducendo esse stesse indagini congiunturali per le regioni di competenza (Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto), hanno intrapreso da qualche anno un percorso di collaborazione con l’Unioncamere Nazionale, che ha già portato a condividere tra i diversi soggetti coinvolti più di un aspetto dell’indagine (in primis, la definizione del comparto manifatturiero e i contenuti del questionario). L’indagine è rappresentativa della totalità delle imprese, interessando anche le imprese con più di 500 addetti.[2]I dati sono disaggregati per due classi dimensionali (da 2 a 49 addetti e 50 addetti e oltre), per 8 settori di attività economica (industrie dei metalli, industrie chimiche e delle materie plastiche, industrie alimentari, industrie tessili, dell’abbigliamento e delle calzature, industrie del legno e del mobile, industrie delle macchine elettriche ed elettroniche, industrie mecc. e dei mezzi di trasporto e altre industrie) e per ripartizione geografica.Nell’indagine, condotta con la tecnica CATI o con tecnica mista CATI-CAWI, viene chiesto alle imprese di dichiarare l’andamento congiunturale e tendenziale di una serie di indicatori economici (tra i quali l’andamento tendenziale della produzione, oggetto del presente comunicato), nonché la previsione per il trimestre successivo al trimestre di indagine. Alcuni dei dati tendenziali sono di tipo quantitativo (variazioni registrate nel trimestre rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), mentre i dati congiunturali (rispetto al trimestre precedente) e previsionali (riferiti al trimestre successivo) sono di tipo qualitativo (aumento, stabilità, diminuzione).  L’unità di riporto è costituita dalle unità provinciali d’impresa[3] (anche se la classe dimensionale è quella dell’impresa nel suo complesso). Le ponderazioni infra-dominio e inter-dominio delle risposte vengono effettuate sulla base del numero di addetti di ciascuna impresa / cluster d’appartenenza.Le interviste relative al 3° trimestre 2015 sono state realizzate nel mese di ottobre 2015.

[1] In occasione di questo trimestre le interviste della regione Sicilia non si sono rese disponibili in tempo utile per l’elaborazione dei dati nazionali.

[2] In questo trimestre la copertura del sottoinsieme di imprese con più di 500 addetti è risultata inferiore alle aspettative, rendendo necessario operare le stime di questo segmento con l’ausilio di questionari di imprese di dimensioni inferiori.

[3] Per Unità Locale Provinciale (ULP) si intende, convenzionalmente, l’insieme delle unità locali di una stessa impresa localizzate in una stessa provincia. Gli addetti di una ULP corrispondono alla somma dei relativi addetti di tutte le UL della provincia.