Dom. Ago 7th, 2022

Primavera 1968. Roma , villa Borghese. Nello storico parco, che si estende dal quartiere Pinciano al rione Campo Marzio , il comico , autore, regista e sceneggiatore Marcello Marchesi trascorre una piacevole mattinata di riposo dalle fatiche del suo ultimo varietà televisivo : “Canzonissima” . Seduto su di una panchina di fronte al tempio di Diana , circondato da una macchia di conifere , assorto , appunta su un taccuino memorie e considerazioni di una vita. D’un tratto, destato dall’arrivo di un signore distinto  , solleva il capo e , resosi conto di non essere più solo , sussurra con tono ironico : “Odio bonariamente tutti!” . “Prego , dice a me ?…” , chiede l’uomo , continuando : “Non l’avrò mica disturbata ? ….del resto questa è un’area pubblica e qui , in questo esatto punto della villa , c’è una tranquillità che altrove non si trova facilmente !…Dall’altra parte infatti  è tutto un pullulare di bambini frignanti e di mamme urlanti…ed io ho bisogno di concentrazione per esaminare alcuni decreti , sa : io sono un onorevole, l’onorevole Beniamino Faccione !…Aaaah , senta qui che quiete , che bella pace! ….” . “E il silenzio che c’è quando gli astanti tacciono , ne vogliamo parlare ?…” , commenta , borbottando , il Marchesi . “Sì , lei ha ragione , il silenzio è una bella cosa, ma vuol mettere il piacere di una bella chiaccherata con uno sconosciuto?…” , replica il politico . “E così lei sarebbe un onorevole ?….e allora , dica un po’ , dica : è vero quel detto che si pronuncia dalle vostre parti , lassù a Montecitorio ? : “La legge è uguale per tutti . Basta essere raccomandati ? …o forse è vero quest’altro: “Il mondo è fatto a scale , chi è furbo prende l’ascensore!” , domanda sarcastico il Marchesi . “Signore , mi meraviglio di lei , il suo aspetto così acuto e intelligente non lascia trasparire in alcun modo la sua puerilità!…Lei ha sciorinato una serie di luoghi comuni sulla politica e sui suoi rappresentanti , il nostro invece è un lavoro utile, perchè siamo al servizio dell’intera comunità del popolo italiano !….L’onorevole Faccione , con cui lei ha il piacere di conversare quest’oggi , non è un improvvisatore tant’è che è alla sua seconda legislatura , ha capito ? ” , commenta infastidito l’onorevole . “Non si preoccupi , perchè l’occasione fa l’uomo ministro !…” , replica con sagacia il Marchesi ; “Ma cosa dice ? , io sono in campo per gli Italiani , per migliorare le loro vite !” , si schermisce il parlamentare. “Tra il dire e il fare….c’è una busta da pagare!”, sentenzia ieratico l’artista. “Lei ha un volto familiare…non è stato forse un esponente del partito Liberale ?…no , no , lei è un attore !….no , no , ecco:   lei è un autore televisivo! , certo , sì , lei è Marcello Marchesi!…” , afferma perentoriamente l’attempato politico. “Con quella bocca , onorevole , può dire ciò che vuole !” , chiosa l’artista . “Perdono , le chiedo perdono !…chissà quale delle sue illuminate creazioni ho interrotto !…l’ho tarvolta con la mia vis oratoria , mentre lei desiderava starsene da solo a creare !…adesso il rimorso mi dilanierà , quindi per riaparare al mal tolto le offrirei un cordiale al bar qui vicino , che ne dice  , accetta ? …”, si scusa con fare maldestro l’onorevole . “Lasci stare !…ero qua che scrivevo alcune pagine del mio “Diario futile di un signore di mezza età” , niente di importante se paragonato alle leggi che scrivete voi là …!” , minimizza il Marchesi ,“Be’, si è fatta l’ora di andare , mi stia bene onorevole Faccione, ma prima di congedarmi  vediamo se è in grado di rispondere a un indovinello : qual è il motto della burocrazia ? …non lo sa , eh ?…”Bolli, sempre bolli , fortissimamente bolli !” .

“Uno degli intellettuali più curiosi del dopoguerra”, così i critici definivano Marcello Marchesi , sempre pronto a replicare loro con una battuta del tipo: “Il fatto è che non ho niente da dire , ma lo devo dire!” . Nato a Milano il 14 aprile del 1912 da Luigi Marchesi e da Enrichetta Volpi , trascorse l’infanzia a Roma  dove rimase , ospite in casa di uno zio , fino ai diciotto anni. Tornato nel capoluogo lombardo dopo aver conseguito il diploma , si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza . Completati gli studi , esercitò per un breve periodo la professione forense , che  abbandonò negli anni Trenta per dedicarsi al giornalismo e allo spettacolo. Collaboratore dei giornali umoristici romani “Marc’Aurelio” e “Bertoldo”, inventò rubriche e personaggi , utilizzando una scrittura comica , fatta di brevi periodi , battute veloci , associazioni irrazionali di parole volte a mettere in luce gli aspetti comici della realtà. Autore di canzoni (“Io non credo se non vedo” , “Dipende da te” , “Non si può vivere senza l’amore”) di varietà radiofonici per l’EIAR (“Fuoriprogramma” ,“AZ radioenciclopedia” e “Cinquemilalire per un sorriso”) , nel 1940 esordì nel cinema come sceneggiatore della pellicola, diretta da Mario Mattoli e interpretata da Erminio Macario, “Imputato , alzatevi!” , cui seguirono : “Lo vedi come sei” e “Non me lo dire!” . Raccolto largo consenso di pubblico e di critica , nel decennio Cinquanta proseguì le sue collaborazioni con Mattoli e con i registi della commedia all’italiana Vittorio Metz , Steno-Monicelli , Carlo Ludovico Bragaglia , Luigi Comencini e Camillo Mastrocinque  , insieme con i quali ideò numerosi soggetti di film impersonati da Walter Chiari ( “I Cadetti di Guascogna”) e da Totò ( “I due orfanelli”, “Fifa e arena” , “Totò al giro d’Italia” , “TotòTarzan” , “Totò sceicco”, “Totò cerca casa” , “47 morto che parla”, “L’imperatore di Capri” e “Totò lascia o raddoppia?”) . Negli anni Sessanta , pur dividendosi  tra cinema (sceneggiò le commedie “Gli attendenti” di Giorgio Bianchi , “Follie d’estate” di Edoardo Anton e “La più bella coppia del mondo” di Mastrocinque) e teatro (si dedicò alla rivista realizzando i testi degli spettacoli : “Attenti al martello” , “Ritorna Za Bum”, “Alta tensione” , “Controcorrente” e “Cielo mio marito”) , collaborò alla creazione di  varietà televisivi trasmessi sulle reti Rai ( “Ti conosco mascherina!” , “Lui e lei” , “La Piazzetta” , “Il signore di mezza età” e“Quelli della domenica” ). Reduce dal successo delle edizioni 1968/1969 e 1972/1973 di “Canzonissima” , nel 1977  contribuì alla realizzazione di “Bambole , non c’è una lira” , spettacolo di intrattenimento nato dall’idea del regista Antonello Falqui di ripercorre in sei puntate la storia della rivista italiana. Affermatosi anche nelle vesti di scrittore ,  pubblicò la  raccolta di aforismi  “Essere o benessere?” e i romanzi autobiografici  : “Diario futile di un signore di mezza età” , “Il malloppo” e “Sette zie”. Morto improvvisamente il 19 luglio del 1978 , all’età di sessantasei anni , per via di un incidente in mare , fu salutato dai colleghi con uno dei suoi celebri motti: “Se ritardo di un paio di giorni succede la fine del mondo , se muoio non se ne accorge nessuno!” .