Mar. Ago 9th, 2022

Dopo aver lavorato 14 ore al giorni, gli autonomi, le cosiddette Partite iva, sperano di chiudere occhio, qualche volta la stanchezza regala anche qualche ora di sonno, altre volta lo spettro del mattino dopo non gli fa chiudere occhio. Ogni mattina aprono la pec tremando, il timore maggiore e dover pagare. Per loro non è vita, non sono personale della pubblica amministrazione che dormono sogni tranquilli, per loro nella mente c’è l’inferno assoluto.   

Ogni fine anno arrivano sanzioni da parte di Inps con ricalcoli misteriosi basati su vecchie dichiarazioni dei redditi anche di 6, 7 anni prima con intimazioni a pagare entro 5 giorni. Il 98% delle Partite Iva ha in corso rateizzazioni per debiti o mancati pagamenti che si accumulano alle scadenze fiscali insomma, è come rincorrere continuamente una meta che di anno in anno si sposta 10 km in avanti. Hanno l’imposta più becera che la politica poteva creare: imposta sul valore aggiunto laddove un autonomo deve anticipare soldi allo Stato su un ipotetico guadagno. Ma come si fa a vivere così e fare impresa in questo paese.

Ogni anno subiscono 100 controlli da 15 diversi Enti; un controllo ogni 3 giorni e il 25% di questi controlli si tramutano in un verbale – prima paghi e poi contesti e se non paghi arriverà una bella cartella esattoriale.

Il 90% delle Partite Iva viene oppresso da fidi bancari con tassi altissimi e per garanzia devi dare tutto quel che possiedi – perché una Partita Iva si deve sempre maltrattare tanto non esiste sindacato di categoria, nessuno che li tuteli. Devono poi pagare il consulente del lavoro e il commercialista e avere sempre sul libro paga un avvocato tributarista. Poi deve stare al passo con i tempi, con le tecnologie e vai con il costo delle licenze dei software.

Poi ci sono gli F24; la dichiarazione del modello unico, l’Irpef, l’Irap, spesometro e vecchi studi di settore e per alcuni la cassa edile e poi la camera di commercio e ancora pregare ogni volta scade il DURC. E i corsi di formazione o per la sicurezza dei luoghi di lavoro? E il Sistri e il registro dei rifiuti? E i dipendenti da pagare? Terrorismo psicologico, ecco cosa subisce un lavoratore autonomo che passa le notti in bianco nel vano tentativo di far quadrare i conti e magari anche mantenersi una famiglia. In Italia il 95% sono micro imprese e, tranne qualche rara eccezione, sono tutte indebitate con il fisco e vogliono lasciarvi credere che sono indebitate perché evasori. Questa è una menzogna, una gogna vera e propria. La verità è che queste Partite Iva pagano e sostengono le vostre pensioni e i vostri stipendi pubblici. Il 25,8% degli autonomi vive al di sotto della soglia di povertà calcolata dall’Istat”.

QUESTO SI CHIAMA INFERNO PER CHI VUOLE CREARSI UN LAVORO.