Mar. Lug 5th, 2022

24 dicembre 1966. Ascoli Satriano (Comune pugliese al confine con la Basilicata). Michele , studente  all’ultimo anno delle scuole superiori , tornato in paese da pochi giorni per via delle vacanze natalizie , sta trascorrendo la serata della Vigilia di Natale con i genitori e gli otto fratelli tra chiacchere e degustazioni , quando il padre Beniamino , vedendolo insolitamente taciturno , gli domanda : “Michè, ‘n’zi può sape’ che tieni ? ….si turnato da Foggia tutto strano…di’ la verità, a papà,ti si’ ‘n’ammurato de’ ‘na bella guagliona?…e quella vedrai che , prima o poi,  si fidanza con te…chi può resistere al figlio mio, così bello?…” . “No , papà, ma quale guagliona ? …Io sto così , pensieroso, per un altro fatto…” , rivela il ragazzo al padre , continuando: “Io…ho preso una decisione…una decisione importante…”; “M’be’ sentiamola, allora, ‘sta decisione “importante”…” , lo incoraggia ad aprirsi l’anziano Beniamino. “Io ve lo dico , ma mi dovete promettere che non v’arrabbiate…” , temporeggia il giovane Michele ; “Io ho deciso di andare a Roma…dopo la licenza…mi arruolo in Polizia!…” . “Che cosaaaa, a Roma , in Polizia ? …te sei scimunito!…” , sentenzia adirato il padre, aggiungendo : “Altro che Polizia…lo so io perché vuoi andare a Roma…a te i libri che ti ha portato tua sorella da Bari t’hanno dato alla testa…’o teatro , la “poesia”…Scheakespaire , quell’altro tizio…l’Alighiero!…Io t’ho capito a te , sai ? …tu ti vuoi perdere nel vizio…a te ti piace la dolce vita…vuoi fare il bellimbusto dentro al cinematografo…ma io non ti permetterò di rovinarti …tu farai il geometra , esattamente come me, hai  capito?…mettitelo dentro  quella testa vuota….l’attore, il gagà,   voleva fare…se se !…Te sei il discendente del brigante Carmine Crocco , non te l’hai da scordare!”.

“A mio padre non piaceva che mi dedicassi a cose amene come la recitazione , voleva che diventassi un buon geometra come lui. Poi, in piazza , recitavo Dante ai miei amici” : così ricordava la sua adolescenza l’attore e regista Michele Placido, qualche anno fa . Nato ad Ascoli Satriano , in Puglia , il 19 maggio del 1946 , terzo degli otto figli di Beniamino , geometra origianario di Rionero in Vulture (Potenza) e di Maria Iazzetti , casalinga , a diciotto anni , terminati gli studi liceali ,  nonostante le resistenze della famiglia , si trasferisce a Roma, dove trova impiego  come poliziotto. Coltivata fin da bambino la passione per la Poesia e per la Letteratura  decide , però , di lasciare la Polizia per  dedicarsi alla recitazione. Infatti , intrapresi gli studi teatrali presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” , debutta sul palcoscenico nel 1970 , diretto dal regista Luca Ronconi nella trasposizione dell’“Orlando Furioso”di Ludovico Ariosto. Poi , preso parte  al film televisivo di Alberto Negrin “Il Picciotto” , esordisce anche nel cinema  , interpretando fra il  1974  e il  1981 le pellicole : “Romanzo popolare” di Mario Monicelli , “Mio Dio , come sono caduta in basso!” di Luigi Comencini , “Marcia trionfale” di Marco Bellocchio , “Un uomo in ginocchio” di Damiano Damiani e “Tre fratelli” di Francesco Rosi. Tuttavia, la grande popolarità arriva soltanto grazie ai ruoli del commissario “Corrado Cattani” , recitato nello sceneggiato “La piovra” , andato in onda sulle reti Rai dal 1983 al 1989 , e dell’insegnante “Marco Terzi”  nel film di Marco Risi “Mery per sempre”. Tornato sul grande schermo , negli anni Novanta  prende parte a numerose pellicole , fra cui, “Giovanni Falcone” di Giuseppe Ferrara , “Padre e figlio” di Pasquale Pozzessere , “La lupa” di Gabriele Lavia , “Un uomo perbene” di Maurizio Zaccaro e “Liberate i pesci” di Cristina Comencini , cimentandosi anche nella regia ( “Pummarò” , “Le amiche del cuore”, “Un eroe borghese” , tratto dal romanzo di Corrado Stajano e  “Del perduto amore”). Commosso il pubblico televisivo con l’interpretazione di “Padre Pio” nel film Tv di Rai Uno “Padre Pio-Tra cielo e terra” , diretto da Giulio Base , fra il 2002 e il 2012  alterna al cinema (“L’odore del sangue” di Mario Martone, “Arrivederci amore ciao” di Michele Soavi , “Le rose del deserto” di Mario Monicelli, “La sconosciuta”  e “Baarìa” , di Giuseppe Tornatore , “Il caimano” di Nanni Moretti , “Manuale d’amore3” di Giovanni Veronesi e “Viva l’Italia” di Massimiliano Bruno)  fiction Mediaset e Rai ( “Il sequestro Soffiantini” ,   “Un papà quasi perfetto” e “Assunta Spina  di Riccardo Milani  e “Trilussa -Storia d’amore e di poesia” di Lodovico Gasparini). Regista di svariati successi cinematografici quali : “Un viaggio chiamato amore” , “Romanzo criminale” , desunto quest’ultimo dall’omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo, “Vallanzasca-Gli angeli del male” , “Il cecchino” e “La scelta” , si è aggiudicato candidature e riconoscimenti (David di Donatello, Efebo d’oro , Premio Federico Fellini 8 1/2) sia come attore che come autore. Reduce dall’ampio consenso di pubblico e di critica raccolto con la regia della pellicola “7 minuti” , adattamento del testo teatrale di Stefano Massini, è legato da quasi dieci anni alla più giovane  collega  Federica Vincenti , da cui nel 2006 ha avuto il figlio Gabriele , ultimo di cinque (Violante , Michelangelo , Brenno e Inigo)  , nati dalle relazioni  con Simonetta Stefanelli e Virginie Alexandre. Nominato Commendatore e Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana , è impeganto attualmente  in diversi progetti  , fra i quali : la regia del nuovo testo di Massini “L’ora di ricevimento”, con  Fabrizio Bentivoglio protagonista e la scrittura di una serie tv sul Rinascimento a Roma , perché ,  ha dichiarato: “Il mio non è un lavoro , è una passione. E poi , con il tempo, al talento si aggiunge l’esperienza…Del resto, abbiamo personalità molto più grandi di me , penso a Mario Monicelli , a Clint Eastwood, che hanno fatto tardi le cose migliori. Quando sento il verbo “rottamare” , mi viene da sorridere. Di questi giovanotti , come notava Strehler , ce ne saranno quattro o cinque bravi : gli altri non sanno da che parte cominciare…E poi, io non ho né rimorsi né rimpianti : rifarei esattamente tutto uguale. Tanto,  non puoi evitare il male che inavitabilmente arriva nella vita”.