Dom. Set 25th, 2022

ROMA- Bisogna dirlo a gran voce, noi siamo dei coglioni, noi siamo dei coglioni, perché mentre Francia e Spagna studiano misure per chiudere i porti agli sbarchi, e l’Austria addirittura vuole schierare l’esercito, noi italiani continuiamo a fare i buonisti.

Come si diceva un tempo: “Con l’erba molle tutti si asciugano il sedere”, ed è vero. Noi per colpa di partiti di centrosinistra e sinistra siamo stati costretti a dover accogliere per forza tutti, ora ci troviamo in una situazione di paralisi. Va anche detto che noi siamo un paese che su ogni emergenza facciamo un lucro per pochi, quindi le cose devono andare bene per forza.

Purtroppo ora la situazione è degenerata, gli sbarchi continui stanno paralizzando il nostro paese, e le spese da sostenere non sono più nelle nostre possibilità. L’immigrazione sta riempiendo le strade e le piazze di gente chi qui da noi non troverà mai una collocazione giusta, perché le condizioni di crisi non lo permettono. La Commissione Ue sta preparando alcune “misure concrete” sui migranti, dopo l’incontro dei ministri dell’Interno di Francia, Germania, Italia e del commissario Ue Dimitris Avramopoulos a Parigi e in vista dell’incontro informale dei ministri dell’Interno Ue di giovedì a Tallin.

Dall’Europa non sono giunte risposte esaurienti per fermare questa valanga umana che si riversa sulle nostre coste. Tra le idee che l’Europa intende valutare ci sono quella di aiutare la Tunisia a organizzare la propria zona di “ricerca e soccorso”, quella di stabilire nuove partnership con i Paesi di transito vicini alla Libia, quella di rafforzare il sostegno alla guardia costiera libica. Si pensa anche di cambiare la regola secondo cui le navi delle organizzazioni non governative, che rappresentano il 35-40% della flotta di ricerca e salvataggio, sbarcano i migranti a bordo di EunavforMed Sophia. Previsto anche un miglioramento della collaborazione tra Italia e Malta nelle operazioni di soccorso, che tuttavia, si sottolinea, non significa che i migranti saranno sbarcati sull’isola. Ma tutte queste idee continuano ad essere superflue, perché dietro agli sbarchi ci sono organizzazioni criminale, e per loro è un lavoro fonte di guadagno. Poi va detto che gli sbarchi vanno fermati nei paesi di origine dando aiuto e sostegno a chi fugge per colpa di dittature e terrorismo.