Sab. Dic 3rd, 2022

Inverno 1959. Cremona. Nell’ abitazione   di un condominio  in Corso Mazzini , una famiglia piccolo borghese  è riunita per il pranzo . La madre , Regina Zoni , è in cucina  , intenta a svolgere  lavori domestici, il padre , Giacomo Mazzini  , seduto   in soggiorno  su una  poltrona  ,  sfoglia nervosamente   le pagine de : “L’eco del  Cremonese” , il quotidiano locale , osservando a intermittenza il movimento delle lancette  dell’orologio da polso  ,unica  eredità  lasciatagli dallo zio partigiano,  ucciso   dai fascisti durante la  Resistenza  , mentre  la  suocera  , Amelia, impossessatasi del posto a capotavola ,  inforcati gli occhiali  ,  si appresta a ricamare un fazzoletto con la complessa tecnica del punto a croce.

All’appello  mancano gli adolescenti di casa : Mina Anna Maria e Alfredo , di ritorno da scuola e, come sempre, in ritardo . “ Reginaaaa…!” , urla il patriarca spazientito , “Ma quand’è  che arrivano  ‘sti  sciagurati ? ; vengon  mica  qui  a piedi dalla Russia ?” .

Mino , non la far lunga !”, replica  la moglie,“Avranno incontrato qualche amichetto e si saranno fermati a chiacchierare !”; “ Amichettooo?” , ribatte furioso il marito , “Regina , ma cos’è che dici?, l’hai vista bene Mina ? ;  l’è diventata  proprio  una bella ragazza !.   Se non se stem attent, un giorno di questi, ven  qui con il marito… altro che amichetto !”.

Poi , d’un tratto, il concitato dialogo viene interrotto dal  suono del campanello ;  la moglie si precipita alla porta , la apre ,  i figli entrano , le lanciano uno sguardo implorante  , affinché  li  aiuti a  evitare la punizione paterna e, raggiungono ansimanti il soggiorno.

“Eccoli, i due principini ! ;  vi ringraziamo  per averci onorato della vostra presenza !… Disgraziati!!!…  vi sembra questa l’ora di tornare ? ; Mina , quante volte ti ho detto che , in qualità di  sorella maggiore , devi dare il buon esempio ?! . E tu , Alfredo , perché assecondi le  sue scelleratezze ? . Entrambi  mi avete deluso  e offeso  con il vostro atteggiamento insolente ! . Pensare che ,in questi anni , ho cercato di educarvi  al rispetto delle regole e della famiglia !  , dov’è che avrò sbagliato , allora ? . Lei, nonna Amelia ,  non ha nulla da dire  a questi due lazzaroni ?”.

L’anziana donna, chiamata in causa , solleva lo sguardo ,fisso fino a quel momento  sull’ago e il filo, esclamando : “ Mi , me faccio gli affari miei ! . Te,  Giacomo , però, le se diventato  peggio di un dittatore!. Oh , siamo negli anni Sessanta ! , c’è il miracolo economico , il rock’n’ roll ; le donne è dal 1946 che votano ! .’ Ste due creature , avranno anche il diritto de socializzar ? ; altrimenti,  poi, vengon su  scorbutici e barbosi come te , orso !”.

Il padre, vistosamente ammansito  dalle parole della suocera,  si rivolge  con  minor  impeto ai figli: “ Mina , Alfredo,  è vero : siete ragazzi e avete il diritto di frequentare i vostri coetanei ,ma esigo che rispettiate gli orari che vi ho dato  e su questo non transigo ! . Mina , tua madre mi ha detto che hai deciso di abbandonare la scuola  : cos’è  ‘sta storia? ; dopo le  Medie al “Collegio della Beata Vergine”, hai scelto tu di frequentare l’ “Istituto tecnico commerciale Beltrami”! , dicevi che ti piaceva tanto la Matematica ! … e poi , perché non vai più al “Circolo dei canottieri Baldesio” ?  ; l’ è il migliore della città , ci va tutta  gente bene ! . In fondo, come nuotatrice sei  brava  ; a sedici anni ti sei classificata seconda alle  gare regionali   : sarebbe un peccato se abbandonassi il nuoto!… Io non capisco cosa t’è preso da quando , la scorsa estate,  a Marina di Pietrasanta , hai messo piede in quel locale del Sergio  Bernardini , com’è che si chiama ?….  ah,  la “ Bussola” !  . Lo dicevo  che era meglio spendere  i soldi della tredicesima  per comprare l’apparecchio TV  piuttosto che per fare le ferie in Versilia ! ; così , ti te s’è monta’ la testa ! .  Adesso , vuoi  cantare  ? : non sta bene che una ragazza se ne vada in giro nei locali , nelle balere , con dei maschi   ! . A proposito , ma chi sono questi  “Happy Boys “ ? , chi li conosce ? ; saranno sicuramente degli approfittatori!…Ma cosa credi? , la musica va  studiata, è una cosa seria ! ; Bach , Beethoven , Mozart … altro che quelll’Elvis lì che ascolti!. Dico : volevi fare la  musicista ? , bastava prendere lezioni di pianoforte come ti consigliava tua nonna Amelia …  e , invece , cosa le rispondesti qualche anno fa  ?  : “Detesto  lo studio teorico !” . Ora vorresti andare in tournée  , in  Turchia  con degli sconosciuti  ? ;  no, levatelo dalla mente , perché io non darò mai il mio consenso ! . Devi finire la scuola e trovarti un marito … Sì, se vuoi che ti dia soddisfazione , lo ammetto : sei intonata !  e , quella sera , nella  sala da ballo di Rivarolo del Re,  mi emozionai a  vederti sul palcoscenico accanto a Natalino Otto e a Flo Sandon’s e , fui  orgoglioso e  imbarazzato quando il pubblico chiese a te e non a loro il bis …  ma a tutto c’è un limite e io non posso permettere che tu ti rovini la vita ! . Questo Davide Matalon che sostiene di essere un produttore dell’ “Italdisc”: che vuole da te ? , vuole farti firmare un contratto ? e in cambio di cosa?… e  tuo fratello , perché vuole conoscerlo ? , non vorrà che canti con te ?  . Insomma : basta!, non posso sopportare oltre !… Andate in camera vostra  :  uscirete solo quando  vi avrò dato il permesso!…”.

In quel pomeriggio  del   1959 ,  le cose andarono in questo modo , anche se  poi , alla fine , Mina Anna Maria , la ragazzina che i compagni di classe descrivevano come : “Deliziosa , tranquilla , timida, sensibile , simpatica”, la spuntò e firmò   il contratto con l’ “Italdisc”.

Il padre , evidentemente , non riuscì  a impedirle la fulgida carriera artistica che intraprese,  prima come solista , con lo pseudonimo di “Baby Gate” e , in seguito , come cantante del gruppo  : “I Solitari” ( Lino Pavesi al sax , Lamberto Fieschi al piano , Ermanno Scolari al contrabbasso , Enrico Grossi alla chitarra e Fausto Coelli alla batteria ) , con il nome di “Mina” .

La sua voce ,che intonava brani rock  quali “ Be bop a Lula”, “When”  o classici da “ballo della mattonella”  quali  “Non partir” , “Malatia” , incantò il pubblicò con un timbro caldo , dotato di estensione , potenza , agilità , duttilità ed eclettiche doti interpretative . Quindi , nel 1961,  presentatasi alla platea del  Festival del rock’n’ roll  di Milano   come “urlatrice” , eseguì  la canzone  “Nessuno” arrangiata con un ritmo sincopato e in  tempo fortissimo, sconvolgendo i canoni del canto melodico “all’italiana” e  , la versione  romantica e trasognata  che  ne aveva dato la cantante Wilma De Angelis.

La canzone conquistò subito i vertici dell’ Hit parade e la RAI  le spalancò le porte dei suoi studi televisivi , permettendole di esibirsi in  programmi come : “Lascia o raddoppia” o “Canzonissima”, grazie ai quali nacque il mito della “Tigre di Cremona”, il mito di una voce .

Mentre nel gennaio del 1960 , gli autori Franco Migliacci e Bruno De Filippi le proposero di cantare il brano “ Tintarella di luna” , Mina,  raccolto il guanto di sfida lanciatole dalla sua nuova casa discografica, la “RIFI” , partecipò al  Festival di Sanremo con la canzone “E’ vero” , classificandosi al settimo posto.

Al termine delle riprese del film “musicarello” “Urlatori alla sbarra” ,  in cui aveva recitato  il ruolo di se stessa ,  incontrò presso la sua casa discografica  il cantautore emergente  Gino Paoli  che le fece ascoltare il brano “Il cielo in una stanza” . Riconosciuta l’intensità e la qualità della canzone , la cantante  decise  di inciderla immediatamente , riscuotendo un successo tale che le consentì  di espugnare il mercato discografico americano.

“La ragazza di Cremona”  , nata a Busto Arsizio il 25 marzo del 1940 , non abbandonò   il repertorio scanzonato  degli esordi ,pubblicando il quarantacinque giri  : “Una zebra a pois” ; tuttavia , iniziò ad   alternare alle  interpretazioni   divertite di motivetti orecchiabili , quelle delicate e raffinate  dei brani del  repertorio classico napoletano  come  “Na sera e’ maggio”.

Nel 1961 , calcato ancora una volta il palcoscenico del  Festival di Sanremo , si classificò al quinto posto con la canzone , già data vincitrice dai giornalisti , “Le mille bolle blu”.  La sconfitta fu un duro colpo e , in preda a una crisi di pianto, dichiarò  : “Non gareggerò mai più in nessuna competizione!”. Quindi , ripresasi dalla scottante delusione , dopo una tournée europea, divertì  gli ascoltatori  italiani  con il brano : “Renato “ , scritto dal sudamericano Antonio Cortez  e si cimentò nuovamente  come attrice nelle pellicole “Appuntamento a Ischia” e “Appuntamento in Riviera”.

Nell’estate del 1962 , iniziò una complessa storia d’amore  con l’attore Corrado Pani , ancora formalmente sposato  : da quella relazione ,il 18 aprile 1963 , nacque a Milano , presso la clinica “Mangiagalli “, un figlio ,  Massimiliano.

L’ unione tra i due artisti e il lieto evento furono definiti  dai media: “Fatti amorali e scandalosi” , cosa che costò alla cantante l’epurazione dall’azienda Radiotelevisiva di Stato . Quindi, riprese a cantare , conquistando il primo posto dell’Hit parade con la canzone  “Città vuota”  ,che eseguì  , su invito dei dirigenti RAI,  nel programma televisivo  “La fiera dei sogni”..

Nel 1964 , l’editore e autore Carlo Alberto Rossi la convinse a incidere il brano  “E se domani”, canzone sanremese interpretata da Fausto Cigliano e Gene Pitney e, nel 1965 , il regista Antonello Falqui la volle come unica conduttrice del programma “Studio Uno, affiancata  dal coreografo Don Lurio , dalle Gemelle Kessler e dal Quartetto Cetra .

All’interno della trasmissione , la cantante duettò con celebri attori (Totò, Alberto Sordi , Vittorio Gassman , Peppino De Filippo) e si esibì in alcuni dei suoi brani più famosi : “ E’ l’uomo per me”, “ Brava”( divertissement   composto dal direttore d’orchestra Bruno Canfora ) , “ Soli” , (scritto da Antonio Amurri ) , “Se tu non fossi qui” (con testo e musica di Carlo Alberto Rossi  e  Marisa Terzi ).

Nell’ottobre dello stesso anno , il fratello Alfredo  morì a soli ventidue anni  in un incidente stradale;  Mina , poco dopo il funesto avvenimento,   pose fine al  rapporto con Corrado Pani e ritrovò la serenità accanto al musicista Augusto Martelli ,  suo  compagno fino alla fine degli anni Sessanta . Nel 1966 , tornata al timone di “Studio Uno” ,  lanciò i quarantacinque giri : “ Se telefonando” (firmato da Ennio Morricone, Maurizio CostanzoGhigo De Chiara ) , “Breve amore” ( colonna sonora del film di Alberto Sordi “Fumo di Londra” , composta dal maestro Piero Piccioni) , “Sono come tu mi vuoi” , “Mi sei scoppiato dentro il cuore” ( con testo della regista Lina Wertmuller). Regina  incontrastata del “Sabato sera” di Antonello Falqui , nell’aprile del 1967 , cantò : “Se c’è una cosa che mi fa impazzire” , “ Conversazione” ,  “La banda” ( samba composto da Chico Buarque de Hollanda) e , data fiducia a uno sconosciuto cantautore di nome Fabrizio De Andrè,La canzone di Marinella” .

Lontana  ormai dallo stereotipo dell’urlatrice ribelle , indossate le vesti della raffinata interprete di tormenti amorosi , stupì gli spettatori  con la struggente esecuzione della canzone “La voce del silenzio”,  scritta  dal giovane autore Paolo Limiti e già portata al successo da Dionne Warwick al Festival di Sanremo dello stesso anno . Il 28 settembre del 1968 , andò in onda la prima puntata della nuova edizione di “Canzonissima “ condotta dal trio Mina , Paolo Panelli, Walter Chiari : la cantante , di settimana in settimana , incantò il pubblico con le delicate melodie  di “Vorrei che fosse amore”, “Non credere” , “Bugiardo e incosciente” (cover del brano “La Taite” di Joan Manuel Serra, con traduzione del fidato Paolo Limiti ) .

Gli anni Settanta , segnati dal definitivo abbandono della “RIFI” e dalla fondazione a Lugano  di una casa discografica familiare ,la “PDU”  ,  editrice  del  quarantacinque giri “ Grande  grande  grande”, proseguirono con il sodalizio artistico Mina-Mogol-Battisti , che regalò alla musica italiana gli evergreen  “Insieme” , “Io e te da soli” , “Amor mio”.

Nonostante le conduzioni e le collaborazioni di successo ( come  quella  con l’attore Alberto Lupo , partner canoro del tormentone “Parole  parole”  nello spettacolo televisivo  “Teatro 10” ) , dal 1972, anno   della morte  a La Crosse, in  Wisconsin , in circostanze misteriose , del giornalista romano Virgilio Crocco,  al quale era legata dal 1970 e ,dal quale aveva avuto la  figlia secondogenita Benedetta , manifestò il proposito di ritirarsi dalle scene , proposito che realizzò   nel 1978,   dopo aver salutato  gli spettatori  con la canzone : “Non gioco più” e con  i  varietà “Milleluci” (condotto insieme a Raffaella Carrà )  e “Mille e una luce”.

Non smise di cantare e, non lo avrebbe fatto nemmeno nei decenni successivi , interpretando i brani   del  cantautore Cristiano Malgioglio “: L’importante è finire” e “Ancora , ancora , ancora” , censurati dai funzionari Rai ,perché ritenuti  : “ Spinte e  licenziose” .

Altri tempi. Oggi, Mina  , moglie  dal 10 gennaio 2006  del cardiochirurgo  Eugenio Quaini  ,  dal suo “buon ritiro “ elvetico , continua a condividere  con gli ascoltatori di ogni generazione il dono di un  talento prodigioso   ;  a testimonianza di ciò   l’incisione nell’ultimo decennio  di  canzoni  quali:  “Portati via” (2005)  , “Poche parole” (2007) , “ Amiche mai” (2008) , “Carne viva” (2009). Inoltre , non manca di dispensare , in veste di opinionista ,  attraverso editoriali pubblicati su quotidiani e  riviste  ,commenti ironici e sagaci su fatti di  attualità e  di cronaca. Perciò, il 22 settembre del 2008 ,  in occasione dei festeggiamenti per i  suoi cinquant’anni di carriera , affida  alle pagine de  “La Stampa”  tale   riflessione : “Cinquant’anni fa , una lungagnona col vestito da cocktail  sottratto di nascosto alla madre saliva sul palco traballante di una balera lombarda . Si ricorda che l’abito era blu e bianco .Lucido. Si ricorda che, dopo aver cantato la prima canzone,  si arrabbiò , perché  la gente applaudiva : “Io canto per me .Cosa centrano  loro?” . Non aveva le idee chiare . O forse era troppo lucida . Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perché i genitori non sapevano … non volevano . A diciotto anni era d’obbligo ubbidire . Ma non l’aveva fatto . E doveva correre a rimettere l’abito a posto il più in fretta possibile . Si ricorda che ,dopo,  dietro le sue insistenze , il padre si era convinto a lasciarla fare dicendo alla madre : “ Tanto cosa vuoi che duri questa follia ?!” . La lungagnona , invece, è ancora qui che rompe le scatole con quel meccanismo misterioso che sono le canzoni , che lei ama e rispetta . E… e … e  la  lungagnona non si ricorda altro !”.

Poi, nel 2010, per  i settant’anni , incide una sua versione di “Nel blu dipinto di blu”, utilizzata come jingle per la pubblicità di una nota marca di pasta e l’album di inediti “Caramella”, seguiti dai  dischi “Piccolino”, la cui uscita è  anticipata dal singolo “Questa canzone”,  “Dalla Bussola” e “American Song Book”, contenente 12 brani standard della musica americana.

Nel 2013, protagonista dello speciale di Rai 2 “Unici”, dedicato ai miti della musica, pubblica l’album “Christmas Song Book”, che raccoglie le più famose canzoni della tradizione natalizia.

Quindi, salutato il nuovo anno con il singolo “Itaca”, incide ben tre dischi : “Nella bocca della tigre”, “Selfie” e “La palla è rotonda”, prendendosi poi una breve pausa, interrotta nel 2016 con la registrazione del disco “Le migliori”, inciso con Adriano Celentano , a sedici anni di distanza dal primo album di duetti  e trainato dai singoli “Amami amami” e “Ad un passo da te”.

Voce dello spot Tim, nel 2018/2019 pubblica gli album “Eva”, “Maeba” e “Paradiso”, raccolta dedicata alla reinterpretazione dei brani di Mogol e Lucio Battisti, mentre nel 2020, anno del suo ottantesimo compleanno, registra  una  rivisitazione sua e di altri 18 cantanti di “Créuza de ma” di Fabrizio De Andrè, che accompagna  l’inaugurazione del nuovo Viadotto di Genova.

Nel 2021, pubblicato il disco “Italian Song Book”, contenente i successi della musica italiana, torna in sala di incisione con Celentano per registrare  l’album “Niente è andato perso”. Interprete della canzone “Buttare l’amore”, colonna sonora della serie  “Le fate ignoranti”, tratta dall’omonima pellicola di Ferzan Ozpetek e, diretta sempre da quest’ultimo, di sé ha detto: “La verità è che non ho più voglia di sottopormi alle torture degli obiettivi e delle telecamere per ore e ore; le proposte non mi mancano, e anche molto allettanti, ma puntualmente dico di no. Preferisco un contratto a vita con la mia famiglia che con qualsiasi televisione, privata e non. Il contatto col pubblico lo tengo vivo coi miei dischi che mi rifiuto di promuovere, non per stravaganza o per snobismo, ma per quell’oscuro oggetto del desiderio: sentirmi sempre e comunque libera”.