Mar. Lug 5th, 2022

Inverno 2022. Roma, piazza Cavour, quartiere Prati. All’interno del cinema Adriano, l’attrice Miriam Leone e l’attore Pierfrancesco Favino assistono alla prima proiezione del film di cui sono protagonisti: “Corro da te”, commedia con risvolto sentimentale che affronta il tema della disabilità e dell’amore ,diretta dal regista Riccardo Milani.

Durante la pausa tra il primo e il secondo tempo, numerosi ammiratori si avvicinano loro per chiedere selfie e autografi  e una ragazza, sui quindici anni,  si avvicina alla Leone.

“Signora Leone, che, me lo farebbe un autografo?…”, chiede ,balbettando, in preda all’emozione e, porgendo un diario, la ragazza, poi incalzata dall’attrice: “Certo che sì!, però, se mi dai del lei, mi fai sentire anziana, perciò, dammi del tu!… Ti garantisco che sono un essere umano anch’io,proprio come te!…”.

“Magari, fossi come lei!…come te!…”, esclama la quindicenne, cui la Leone domanda: “Come ti chiami?…sei di Roma?…”; “Carla, mi chiamo Carla e sì, sono di Roma, abito a Cinecittà…”, risponde la ragazza.

“Ah, hai fatto un bel viaggio per venire fino a qui!…Allora, oltre all’autografo bisogna proprio che immortaliamo questo momento!…”,esorta l’attrice, cui la quindicenne fa segno di no con un cenno del capo. “Come no?, non capisco…di solito è la prima cosa che mi chiedono: “Che, ce lo facciamo un selfie insieme?”…E’ la prima volta che mi capita!…”, constata la Leone.

“Il fatto è che non vorrei disturbarla troppo,è già stata così gentile!… e poi, avrà sicuramente da fare e io le ho già fatto perdere del tempo prezioso!…”, si schermisce la ragazza, che, presa la foto autografata, si allontana, richiamata indietro dall’attrice: “Carla, aspetta un attimo!…io, sono qui per il pubblico, quindi anche per te!… possiamo parlare cinque minuti?… Prima,quando ti ho chiesto se volevi che facessimo una fotografia e mi hai risposto di no, hai trovato una scusa per non farla, non è vero?…Che cos’è che non va?, perché ,è inutile negarlo, c’è qualcosa che non va!…Guarda che con me puoi parlare…anche se ti sembrerà folle, io posso capirti!…Io ,lo riconosco quello sguardo, lo sguardo che hai: tu, sei  terrorizzata dalla sola idea di fare una fotografia…Tu, non ami la tua immagine, vero?…”.

“Io, veramente…be’, il fatto è che non sono un’attrice come lei…non mi trucco e non mi pettino come una di quelle ragazze che si vedono in Tv…questo, di certo, non fa di me la ragazza più corteggiata della scuola…Anzi, a dire il vero, i miei compagni di classe mi considerano un mostro…quindi, preferisco non fare foto, cosicché non circolino  in giro  e non  possano essere oggetto di commenti poco carini, quando non di insulti veri e propri!…”, spiega la quindicenne.

“Carla, ma questa è una cosa gravissima!…prima di tutto ,perché è una limitazione della tua libertà e nessuno può toglierti alcun diritto, soprattutto quello di essere te stessa!…e poi, non è assolutamente vero: tu, non sei affatto un mostro…sei una ragazza molto graziosa ed il fatto che tu non ti trucchi e non ti pettini come le ragazze che vedi in Televisione,ti rende diversa, speciale …non omologata e , dunque, originale!…Tu, non pensi che sia meglio piacere a pochi che a tanti?…per “pochi” , intendo, quelli veramente interessati a te come persona e non alla tua immagine?…”, chiede l’attrice, continuando: “Ti confesso una cosa che sanno in pochi, ovvero, i miei familiari e i miei amici: quando avevo la tua età, a scuola , i ragazzi mi prendevano in giro, per via delle sopracciglia folte…non sai che soprannomi che mi davano!…se poi ci aggiungi che ero anche bravina nello studio!… insomma , ho sofferto anch’io come te!…e le conseguenze le ho pagate fino a qualche tempo fa…infatti, nonostante la vittoria  al concorso di Miss Italia, non mi piacevo abbastanza , ero sempre ipercritica su di me e sul  mio aspetto, tanto che mi autodefinivo: “Miriam, l’insicura”…Senti, lo so che per te non è facile, ma la bellezza non è quella stereotipata della Televisione o della Moda…ogni donna, ogni ragazza, è bella a modo suo…tu  devi solo prenderne coscienza,  senza per questo diventare arrogante o superba, perché se non ti stimi, se non ti piaci, se non ti ami, come potrai trasmettere amore al mondo?…”.

“Il mio difetto più grande? ,l’insicurezza, ma potrebbe essere anche un pregio. Non essere troppo sicuri è quello che ti salva dall’arroganza. Ogni volta che riesco a fare qualcosa mi dico: “anche stavolta è andata bene”. Così, l’attrice Miriam Leone,in un’intervista rilasciata qualche tempo fa alla rivista Vanity Fair, in occasione dell’uscita del film “Diabolk”, diretto dai Manetti Bros.

Nata a Catania, il 14 aprile 1985, da Ignazio Leone, insegnante di Lettere, e da Gabriella Leotta, impiegata al  comune di Aci Catena, cresce con il fratello minore Sergio ad Acireale, dove, da adolescente, frequenta il Liceo Classico “Gulli e Pennisi”. Quindi, diplomatasi, ritorna a  Catania per iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia della locale Università, non portando però a termine gli studi.

Nel 2008, infatti, attratta sin da piccola dal Cinema e dallo Spettacolo, partecipa al concorso di Miss Italia,  cui approda con il titolo di Miss Prima dell’Anno e che vince dopo una eliminazione e un ripescaggio, così come il titolo di Miss Cinema, assegnatole da Ann Strasberg dell’Actors Studio,che la premia con una borsa di studio in recitazione.

Intrapresa però una carriera televisiva, nell’estate del 2009, conduce insieme con il giornalista Arnaldo Colasanti il programma “Unomattina estate”, in onda su Rai 1, cui seguono le trasmissioni : “Mare latino”, presentata con il giornalista Massimo Giletti, e “Mattina in famiglia”, condotta con il giornalista Tiberio Timperi , dapprima, sul secondo , e poi, sul primo canale Rai per più edizioni fino al 2012, anno nel quale decide di abbandonare la Tv per il Cinema, anche se , fra il 2010 e il 2011 ,aveva già preso parte ai film, “Genitori &Figli –Agitare bene prima dell’uso” di Giovanni Veronesi e “I soliti idioti-Il film” di Enrico Lando, tratto dall’omonima sitcom trasmessa da MTV,e alle serie televisive, “Il ritmo della vita” di Rosella Izzo e “Distretto di Polizia”, entrambe in onda su Canale5.

Spalla comica del duo Ale e Franz, nel programma “A&F-Ale e Franz Show” , in onda su Italia1 e di Enrico Bertolino , nel varietà comico  di seconda serata “Wikitaly-Censimento Italia” e , protagonista di un episodio della quinta stagione della sticom “Camera Café” , sempre in onda su Italia 1, nel 2012 ,oltre a condurre la sua terza edizione di Unomattina  in famiglia”, di nuovo insieme con Timperi, e “Drugstore”, trasmissione dedicata al Cinema e alla Cultura digitale, recita  nella seconda stagione della serie di Rai 1 “Un passo dal cielo” con Terence Hill.

Nel 2013, abbandonata la conduzione televisiva, decide di intraprendere la carriera di attrice, partecipando alle pellicole : “Fratelli unici” di Alessio Maria Federici e “La scuola più bella del mondo” di Luca Miniero e alla seconda stagione della serie Tv  di Canale 5Il tredicesimo apostolo” diretta da Alexis Sweet.

Messo in luce il suo talento con il personaggio di “Veronica Castello”, un’aspirante showgirl disposta a tutto pur di affermarsi nello spettacolo, sullo sfondo della Milano di Tangentopoli, nella serie di SkyItalia “1992”, nello stesso periodo, gira insieme con Lino Guanciale, la fiction in costume, diretta da Carmine Elia, “La dama velata”, feuilleton ambientato nella Torino di fine Ottocento-inizio Novecento, in onda su Rai 1.

Nel 2015, invece, recita  nella serie di genere poliziesco “Non uccidere”, diretta da Gagliardi e trasmessa da Rai3 , in cui interpreta l’ispettrice di Polizia “Valeria Ferro”, specializzata nella risoluzione  di crimini maturati in ambienti domestico-familiari, e nei film: “In guerra per amore” di e con Pif (Pierfrancesco Diliberto), “Fai  bei sogni” di Marco Bellocchio, tratto dall’omonimo romanzo di Massimo Gramellini e “Un paese quasi perfetto” di Massimo Gaudioso.

Tornata alla conduzione televisiva nel 2016 con la trasmissione “Le Iene”, in onda su Italia1, al termine di questa esperienza, è coprotagonista insieme con Elio Germano della serie di Rai1, incentrata sulla vita di Nino Manfredi ,“In arte Nino” e de “I Medici”, kolossal internazionale, sempre trasmesso da Rai1, sulle vicende della celebre famiglia fiorentina, mecenate del Rinascimento.

Di nuovo nei panni dell’Ispettrice “Valeria Ferro”, nella seconda stagione di “Non uccidere”(passata da Rai 3 a Rai 2) e di “Veronica Castello” in “1993” e in “1994”, seconda e terza edizione della serie di Sky Atlantic dedicata agli anni di Tangentopoli, nel 2018/2019, partecipa alla trasmissione del Capodanno di Rai1Danza con me”, condotta dall’étoile Roberto Bolle e torna sul set cinematografico come protagonista della commedia diretta dagli esordienti Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, “Metti la nonna in freezer”e del thriller “Il testimone invisibile” di Stefano Mordini.

Nel 2021, di nuovo co-conduttrice del programma del Capodanno di Rai1, “Danza con me”, con Roberto Bolle, interpreta  “Eva Kant”, nella pellicola “Diabolik” dei Manetti Bros.

Sposatasi il 18 settembre scorso a Scicli (in provincia di Ragusa)con il fidanzato, musicista-manager, Paolo Carullo, è tornata di recente sul grande schermo con la commedia “Corro da te”,di Riccardo Milani, interpretata  insieme con Pierfrancesco Favino.

Volto di campagne pubblicitarie di noti marchi, ha vinto numerosi premi come “migliore attrice”, quali:  il Ciak d’oro, il Giffoni Experience , Afrodite e Bari International Film Festival.

A chi le ha chiesto cosa resista della Miriam di ieri e cosa abbia imparato finora,ha risposto : “La risata sincera, cantare tanto e accettare con umiltà i miei scompensi e le mie ignoranze. Sentirsi ed essere niente e nessuno, a volte, aiuta molto. Dà la possibilità di mettersi in ascolto. Cosa ho imparato? Ad amare e a lasciarmi amare. Che mi piaccio di più, ma non del tutto. Che devo migliorarmi. E poi che la vita va “surfata” come le onde del mare, il mio più grande maestro: con un respiro continuo e un continuo movimento. Va vissuta, la vita, per quel che dà. Va celebrata e lasciata fluire. Non siamo noi a deciderne l’indirizzo. Perché la vita se ne va. E questa consapevolezza deve diventare la nostra forza più grande. Certe scelte di oggi, con la testa di dieci anni fa, non le avrei fatte. Ma il tempo non lo puoi fermare: puoi solo accompagnarlo con grazia. Deve servire a crescere. Come dice De André: “E’ triste trovarsi adulti senza essere cresciuti””.