Dom. Set 25th, 2022

Maggio 2017. Cannes (Costa azzurra). All’esterno del Palais des Festivals et des Congrès, sulla Croisette, tutto è pronto per la serata inaugurale della settantesima edizione del celebre   Festival cinematografico. Madrina dell’evento e presentatrice della cerimonia d’apertura e di chiusura , l’attrice italiana Monica Bellucci. Uscita da una mercedes  nera, l’attrice si appresta a compiere la rituale passerella sul tappeto rosso, immortalata dall’obiettivo di decine di fotografi. Fasciata da un abito nero di tulle  ,intervallato da audaci  trasparenze, avanza sorridendo, mentre due paparazzi di un noto settimanale italiano , assiepati alle sue spalle, ne commentano, sarcastici, le forme generose. “Bella è bella , non c’è niente da dire…però , a gurdare bene i fianchi , mi pare abbia messo su qualche chilo di troppo!…” , constata il primo , subito incalzato dal collega : “No, ma quella non è massa grassa…è cellulite , guarda quanto è gonfia…si tratta di ritensione idrica, dammi retta!…Eh, che vuoi farci, caro mio, anche Monica , “l’icona della bellezza italiana”,invecchia…ormai ha superato i cinquanta da un pezzo!…”. La Bellucci , intanto, ascoltata la conversazione  tra i    fotografi,  voltatasi  di scatto , facendo ondeggiare al vento i suoi lunghi capelli neri, li saluta, precisando:“Buonasera signori!…quest’anno , per l’esattezza, ne compio cinquantatré ,di anni…tre , il numero perfetto!…Tuttavia, di perfetto ,qui, come avete già notato, c’è solo il numero…Eh, sì, ha ragione il suo collega : è proprio cellulite!…Comunque, sono contenta di essere invecchita e  di averla, la cellulite , dico…sì, perché in realtà ero un po’ stufa di questa storia dell’icona…a me non è mai piaciuto essere un’icona!…mi sa di persona morta…e a me non sembra di essere morta , perciò  più che un’icona preferisco essere  una donna, una donna normale,una donna vera, che invecchia come tutte le altre e che, come tutte le altre , ha  le sue imperfezioni!…Belle , credetemi, noi attrici, lo siamo solo sul grande schermo o tutt’al più quando sfiliamo su un tappeto rosso come questo!…”.

“Sex symbol , io?, Tesoro, ho cinquant’anni!”. Così l’attrice Monica Belucci rispondeva , qualche tempo fa, ai complimenti di un cronista-ammiratore. Nata a Città di Castello , il 30 settembre del 1964 da papà Pasquale , impiegato di un’azienda di trasporti e da mamma Brunella, casalinga, cresce a Selci-Lama, una frazione di San Giustino, in provincia di Perugia. Conseguita la maturità classica, nel 1987 comincia a lavorare come modella per pagarsi gli studi presso la facoltà di Giurisprudenza di Perugia, che  presto interrompe per dedicarsi esclusivamente alla carriera di modella e attrice. Trasferitasi a Milano , viene ingaggiata dall’ agenzia “Elite Model Management”, sfilando per le più importanti casa di moda. Esordito come attrice nel 1990, grazie alla miniserie televisiva diretta da Dino Risi “Vita coi figli”, debutta anche sul grande schermo, ottenendo il ruolo di protagonista nella pellicola di Francesco Laudadio “La riffa”. Comparsa nel film di Francis Ford Coppola “Dracula”, tratto dall’omonimo romanzo di Bram Stoker, nel 1992 interpreta la commedia brillante di Carlo Vanzina , “I mitici -Colpo gobbo a Milano”. Già conosciuta in Francia come modella, nel 1996 si afferma anche come attrice, girando una serie di pellicole , tra le quali “L’appartement” di Gilles Mimouni, che le vale la candidatura al premio César. Ma la vera consacrazione ad attrice internazionale arriva solo nel 2000, anno nel quale , dopo aver posato per l’obiettivo del fotogarafo della rivista “Max”, Fabrizio Ferri,   recita al fianco di Gene Hackman e Morgan Freeman nel thriller di  Stephen Hopkins “Under Suspicion” e ,diretta da Giuseppe Tornatore, veste i panni della fascinosa “Malèna”. Rientrata  in Francia, nel 2002  è ancora una volta protagonista ,   dapprima del divertente film di Alain Chabat “Asterix e Obelix-Missione Cleopatra” e poi dello scandaloso “Irréversible”, di Gaspar Noé, presentato in concorso alla cinquatacinquesima edizione del Festival di Cannes. “Persephone” in “Matrix Reloaded” e “Matrix Revolutions” di Larry e Andy Wachowski e “Maria Maddalena” ne “La passione di Cristo” di Mel Gibson, nel 2003 vince un Nastro d’Argento come “migliore attrice non protagonista”, grazie alla pellicola di Gabriele Muccino, “Ricordati di me”. Simpatica baronessa dall’accento umbro nel film “N (Io e Napolene) di Paolo Virzì, presentato alla prima edizione del Festival del Cinema di Roma , fra il 2007 e il 2008  partecipa alla commedia a episodi di Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 2” e interpreta ruoli drammatici nelle pellicole “Sangue pazzo” di Marco Tullio Giordana e “L’uomo che ama” di Maria Sole Tognazzi. Eroina del melodramma nel cortometraggio di Franco Zeffirelli “Tosca-Omaggio a Roma”, nel 2009 è nel cast del kolossal di Giuseppe Tornatore “Baarìa”e della commedia di Giovanni Veronesi “Manuale d’amore 3” . Tornata sul grande schermo dopo una breve assenza, nel 2014 prende parte ai film:  “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher , “Ville-Marie” di Guy Edoin(con cui vince il premio della critica al Dublin International Film Festival) e “Spectre”, ventiquattresimo capitolo della saga di James Bond, diretto da Sam Mendes. Dedicatasi alla serialità televisiva  (“Mozart in the Jungle” e “Twin Peaks”, terza stagione) , nel 2016  conquista la critica con la pellicola di Kusturica “On The Milky Road-Sulla via lattea”, proiettata in anteprima durante la settantatreesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. Volto di famose campagne pubblicitarie , dopo il brevissimo matrimonio con il fotografo di origini argentine, Claudio Carlos Basso, nel 1999 ha sposato l’attore francese Vincent Cassel,  da cui ha avuto   le figlie Deva e Léonie e da cui,nel 2013, si  è separata. A chi le chieda se con il passare del tempo la bellezza stanchi , risponde : “La bellezza non è un merito, ma un regalo di cui bisogna essere grati. Non stanca , perché tanto poi se ne va. Va sostituita con la bellezza interiore. Io adoravo le mie nonne e ho imparato presto che la vecchiaia non esiste. E che l’età sa regalarti un modo nuovo di guardare alla vita. Se vuoi restare sempre ventenne hai bisogno di uno psicologo. Un’attrice,poi, è un’anima, non un corpo. Il corpo serve solo come tramite per rappresentare al cinema l’anima , che non ha età. Noi donne , oggi, abbiamo una vita lunga. Cinquant’anni sono solo la metà: dico sempre così alle mie figlie per rassicurarle sul fatto che non hanno una madre vecchia”.