Lun. Nov 28th, 2022

ROMA – Renzi per volere il monocameralismo è stato buttato fuori dal parlamento dopo aver perso il referendum costituzionale. È vero che altri paesi europei hanno il monocameralismo, ma è anche vero che loro hanno una cultura politica molto differente dalla nostra. Avere un solo ramo del parlamento che decide, avendo pure una maggioranza assoluta che uscisse fuori da una legge elettorale contorta come quella che voleva Renzi, porterebbe il paese di nuovo dritto alla dittatura.

Per fortuna i No al referendum costituzionale prevalsero sulle scelte scellerate di Renzi. Da qui parte una nuova fase politica che ha determinato la nascita di un nuovo governo tecnico, l’ennesimo, che non è altro un gioiello partorito dall’incapacità politica.

L’Italia può essere riformata, deve essere riformata, ma ci sono delle priorità che vanno seguite e non è certamente l’abolizione del senato, che garantisce il contraddittorio alla camera, ad essere la priorità di una riforma costituzionale. Lo abbiamo visto con le province, la loro abolizione ha portato al nulla ed ha trasportato solo dei disagi ai cittadini senza risolvere il problema, anzi, l’ha aggravato. La stessa cosa sarebbe successa col senato della repubblica.

Se in  Italia si vuole abolire qualcosa va fatto in sana pianta, senza girarci intorno, senza abolire organismi costruendone altri che non funzionano. Bisogna prendere atto che le diverse anime politiche che hanno guidato la nazione negli ultimi anni, hanno reso un servizio al paese di cattivo gusto. Volere a tutti i costi il monocameralismo, come voleva Renzi, significava avere in mano un potere senza contraddittorio, perché con il monocameralismo si annientano le opposizioni che, in virtù di una maggioranza schiacciante, porterebbe il paese a non avere più la stessa democrazia costruita dai padri nobili fondatori della Repubblica.