Sab. Dic 3rd, 2022

NAPOLI- Prima del voto abbiamo fatto un lavoro, nel nostro piccolo, di ascolto del sentimento popolare. Un lavoro che già ci aveva fatto prevedere la caporetto del sud. A differenza di chi si vantava di numeri inesistenti, noi la verità già l’avevamo in tasca, ed eravamo sicuro di quello che sarebbe successo, tanto che allegramente davamo il M5S al sud vincente dappertutto. Ma chi diffondeva i numeri indicava altre strade. Abbiamo vinto noi, e lo diciamo con orgoglio.

Non è presunzione alcuna, è semplicemente saper fare questo lavoro e, soprattutto, saper ascoltare i sentimenti delle persone senza faziosità o posizione alcuna. A noi interessava sapere cosa stava succedendo nel reale, e non raccogliere informazione dai proclami inconcludenti di politici arroganti che non sapevano nulla della vita concreta dei cittadini.

Il familismo politico dei partiti è stato il primo punto di rottura tra il cittadino e la politica. Il sud è pieno di partiti a carattere familiare. Ma quello che riscontravamo maggiormente erano le difficoltà a cui erano soggetti i cittadini. Difficoltà impossibili da risolvere, poiché alla base mancava la voce più importante: il lavoro. Proprio questo punto metteva tutti d’accordo, ed era la protesta più gettonata. L’altro punto di raccordo è stata la tassazione, molto alta. Ma quello che impensieriva i cittadini, era come pagare tutte queste tasse. Senza un lavoro stavano accantonando le tante tasse locali, e non riuscivano più a venirne a capo. Mancando il lavoro per loro era necessario mettere perlomeno il piatto a tavola, per poi tentate di pagare quantomeno luce e gas e, per chi lo aveva, pagare il mutuo della casa.

Lo strumento peggiore che toglieva il sonno ai cittadini era l’atteggiamento arrogante della classe dirigente, che pur sapendo delle difficoltà delle persone, continuava a massacrarli con la richiesta di pagamenti spesso anche con forzature tipo equitalia. Questo è stato un altro punto che ci ha fatto capire che i cittadini avrebbero escluso definitivamente i partiti tradizionali. Equitalia è stato il bottone pigiato dai politici per uccidere cittadini e imprese. Quel bottone l’hanno pigiato anche i cittadini il 4 marzo, ed era inevitabile che lo facessero: in una vita di stenti hanno costruito qualcosa, lo stato invece glielo stava portando via, quindi si sono difesi.

L’insieme di queste risposte erano colorite da un sentimento di disprezzo nei confronti di chi si vantava di essere politico, poiché mentre i cittadini si affannavano per difendersi, loro vantavano stipendi da favola e non potevano capire per niente i cittadini che a malapena potevano mettere un pasto caldo sulla tavola una volta al giorno. Abbiamo visto persone piangere talmente era forte la disperazione. Giovani che non davano risposte perché non ne avevano. Padri di famiglia piegati dalla vergogna balbettavano “ci hanno uccisi”.

Mentre noi raccoglievamo tutta questa disperazione, bastava ascoltare un TG nazionale, un talk show, per vedere volti sorridenti dei politici che proclamavano che tutto andava bene. È chiaro che quei TG e Talk Show li ascoltavano anche chi piangeva, e non vedevano l’ora che arrivasse il 4 marzo Marzo per sentirsi vincitore. Ecco, cari signori, avete perso perché avete abbandonato i cittadini. Durante la campagna elettorale non siete andati ad ascoltare chi soffriva, ma avete calcato l’onda del menefreghismo che vi caratterizza da ormai venti anni. Prima di fare gli interessi del vostro popolo avete fatto i vostri interessi e quelli dell’Europa, ma chi è disparato primo o poi si difende. Cari politici dei partiti, siete falliti perché non avete saputo ascoltare le persone.