Lun. Nov 28th, 2022

ROMA- Spesso elezioni di mezzo prima delle politiche hanno sempre dato la visione di quello che potrebbe succedere dopo. In Sicilia si è data una mazzata alle larghe intese, bocciate in toto dai siciliani. Un banco di prova da non sottovalutare. Le elezioni siciliane inquietano la tranquillità dei partiti, perché da un alto c’è la vittoria del centrodestra, dall’altro il movimento cinque stelle che diventa il primo partito triplicando i voti.

Berlusconi si riconferma mattatore e trascinatore di voti. Infatti in Sicilia Forza Italia regge bene il contraccolpo e si conferma primo partito della coalizione. È chiaro che stiamo parlando di un elettorato ristretto, quindi un’analisi esatta è alquanto difficile, ma su due milioni di persone che hanno votato, l’analisi porta a credere che l’orientamento si può riflettere anche sul tessuto nazionale.

Le difficoltà che vive il paese sono ben note, quindi il cittadino elettore inizia a riflettere dando maggiore credibilità a chi in parte può risolvere alcuni dei problemi dei cittadini. La Sicilia ha dato questo spunto, poiché la disastrosa vita amministrativa di Crocetta, ha posto dei seri dubbi nel cuore del corpo elettorale costrigendolo a bocciare le larghe intese e dare fiducia alla coalizione e al partito singolo.

Purtroppo lo schema nazionale delle larghe intese è un altro fattore che ha indotto i cittadini a cambiare rotta. È un sistema che non piace al paese Italia. La macchia che si è avuta in questi ultimi anni con tanti governi tecnici e di intesa, ha avuto la lezione che meritava. Oggi si può dire che è morto il nazareno con tutti i suoi filistei.