Ven. Mag 20th, 2022

NAPOLI- Altro caso di corruzione che scuote la sanità campana, questa volta si tratta del maggior istituto per la cura dei tumori, Pascale di Napoli. La Guardia di Finanza di Napoli ha eseguito misure di custodia cautelare (arresti domiciliari) e provvedimenti di sequestro patrimoniale nei confronti di sette persone responsabili, tra l’altro, del reato di corruzione nell’ambito dei rapporti di fornitura di apparecchiature medicali all’Istituto Nazionale Tumori Fondazione “Pascale” di Napoli.  A finire in manette il dirigente amministrativo dell’istituto, posto agli arresti domiciliari, Elio Abbondante, che è anche il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro. Altro destinatario dei provvedimenti eseguiti dalle fiamme gialle, c’è il primario Francesco Izzo che, secondo l’accusa, insieme con la moglie, aveva costituito due società attraverso le quali faceva da intermediario per l’approvvigionamento di dispostivi medicali (macchinari) che il Pascale acquistava per le cure antitumorali. Secondo quanto emerso dalle indagini, il primario faceva risultare gli apparati come gli unici idonei per quel tipo di cure e creava le condizioni affinché fossero acquistati urgentemente dalle società a lui riconducibili. In questa maniera si evitava il bando di gara e si procedeva con una trattativa privata. Le società, inoltre, gonfiavano il loro fatturato aumentando sensibilmente il prezzo di acquisto dei dispositivi. Secondo gli investigatori tutto questo, avveniva con la compiacenza del dirigente amministrativo, anch’egli arrestato. Ai domiciliari sono finiti anche alcuni imprenditori del settore farmaceutico e un informatore scientifico. Complessivamente i finanzieri hanno sequestrato beni per quasi due milioni di euro.