Mar. Dic 6th, 2022

A urne chiuse si può dire che il grande vincitore si chiama Giuseppe Conte. Lui solo ha combattuto contro tutti. Contro di lui tutti i leader dei partiti. Contro di lui le posizioni di chi vuole abolire il reddito di cittadinanza, contro di lui tutta la stampa italiana e i media. Ma contro di lui non c’era quella parte d’Italia che crede nel M5S. È stato un battagliero nella campagna elettorale. Ha saputo comunicare con i cittadini, d’altronde com’è nel suo stile.

Il movimento di Conte riparte dal 15%. Un dato forte se si considera che prima del voto lo davano per finito totalmente. Invece non è stato così e riesce ad ottenere un risultato ottimo anche nei collegi uninominali. Il futuro del movimento è iniziato adesso. I prossimi cinque anni saranno di forte opposizioni, anche perché bisogna contrastare un governo di centrodestra che ha una forza nella destra della Meloni.

Conte deve capire, però, che ora bisogna proseguire sulla scia del risultato elettorale, e dare al movimento una strada diversa da quella avuta finora. C’è un vuoto a centro, che può avere molte anime di sinistra come le aveva la vecchia Democrazia Cristiana, quindi è opportuno guardare più al centro che a sinistra. Un movimento nuovo che dia risposte più democratiche alla nazione avendo uno spirito diverso. Il vecchio movimento non esiste più. Nel 2018 fu il simbolo a tirare la vittoria, oggi è stata la figura di Conte a riportare il movimento a metà strada. Nei prossimi cinque anni Conte ha tutte le carte in regola per cambiare faccia al movimento e dargli quell’ossatura di centro che tanto manca in Italia.