Mar. Dic 6th, 2022

Questa legislatura è povera di nuovi eletti ma ricca di veterani della vecchia guardia politica. Vince la vecchia casta, di nuovo c’è veramente poco. La nuova legislatura inaugurata giovedì scorso, porta le vecchie idee nel parlamento senza creare quella nuova generazione di politici, con il loro bagaglio di idee innovative, per cambiare le sorti di una nazione. Se si riflette chi oggi siede in parlamento in questa nuova legislatura è la causa dei mali del paese.  Sia come età media, che si alza dopo essersi abbassata ininterrottamente dal 2006; sia come percentuale delle «new entry» tra gli eletti, che crolla rispetto al 2018; sia, infine, come numero medio di mandati alle spalle, anch’ esso in salita. Il risultato è stato il crollo del tasso di ricambio. Se nella scorsa legislatura gli onorevoli al debutto furono circa 600, stavolta i debuttanti totali sono «solo» 256.

La fotografia del nuovo parlamento ci porta indietro col tempo. Ci riporta a fine prima repubblica e inizio seconda, poiché chi oggi siede in parlamento inaugurarono quella stagione politica. Un percorso che iniziò nel 1992 e oggi nel 2022, i banchi sono occupati dagli stessi attori che aprirono quella stagione politica. Gli italiani hanno potuto scegliere ben poco. La legge elettorale ha dato tutto in mano ai partiti, che hanno scelto chi doveva essere eletto. Ciò può determinare un accomodamento intorno a questa legge elettorale, invogliandoli a non cambiarla. Mentre sarebbe opportuno una nuova legge elettorale con la reintroduzione delle preferenze, unico modo per avere un ricambio generazionale.