Lun. Ago 15th, 2022

ROMA- Siamo più preparati, non lo so. Siamo più accorti e intelligenti, forse sì. Sta di fatto che le nostre previsioni sono sempre azzeccate, e le chiacchiere di Renzi sempre demolite dai fatti. Abbiamo sempre detto e ridetto che l’Italia non è quella dipinta dal non eletto Renzi, ma è quella che si percepisce nelle realtà locali, dove la sofferenza individuale di persone, famiglie e imprese, è altissima.

Il Pil italiano crescerà quest’anno dello 0,8% e nel 2017 dello 0,6%. È la previsione del Centro studi Confindustria che per effetto della Brexit ha rivisto la previsione al ribasso di quasi il 50%. A dicembre la previsione era di una crescita dell’ 1,4% e dell 1,3% nel 2017. “Gli effetti della Brexit – spiega l’Ufficio Studi di Confindustria – saranno più evidenti nel 2017”.

Ma a prescindere dall’analisi di Confindustria, che non condivido, perché non credo che sia tutto un problema legato alla Brexit, ma è un fatto che riguarda la situazione di stallo in cui versa il paese. infatti i conti del bel paese non tornato, ma le borse londinesi non registrano quella catastrofe di cui si è tanto parlato, segno che l’uscita dall’Europa può essere un bene e non un male.

Tra le cause, spiega Confindustria, oltre alla Brexit, le elezioni Usa e il referendum costituzionale “il cui fallimento potrebbe interrompere il recupero intrapreso e far ricadere l’economia italiana in recessione”. Giusto, ma il paese è ormai diviso a metà: da un alto il nord che cerca di reggere ma è ugualmente in difficoltà, mentre il sud è in paralisi totale. I numeri sono esatti, ma non è tutta colpa della Brexit, il problema è il lavoro e le troppe tasse che fanno fermare l’Italia.