Mar. Ott 4th, 2022

Non tutte le guerre sono uguali, alcune hanno le corsie preferenziali, altre sono abbandonate a se stesse. Non è logico che tutto ciò posso succedere. Le guerre sono tutte morte e distruzione ovunque esse si combattono. Ma lì dove ci sono gli interessi sono garantite dai potenti, dove non ci sono interessi, lasciano che tutto avvenga senza che nessuno abbia un pizzico di pietà. È il caso dello Yemn: da quando il conflitto si è inasprito,  cominciato sette anni fa, le Nazioni Unite hanno verificato che oltre 10.200 bambini sono stati uccisi o feriti. Un numero spaventose di questa guerra di cui nessuno parla. Nelle Tv italiane i talk show bombardano i telespettatori solo su quello che succede ora in Ucraina. Scusate, questi bambini non sono esseri umani?

C’è un altro aspetto che fa venire i brividi: la violenza, la miseria e il dolore, sono diventati normali nello Yemen, con conseguenze gravissime su milioni di bambini e famiglie. “È il momento, anche qui – si legge in una nota dell’UNICEF – di raggiungere una soluzione politica sostenibile perché la popolazione e i bambini soprattutto possano vivere finalmente in pace”. Appelli che entrano da un orecchio e escono dall’altro. La paralisi totale  dell’assistenza sanitaria e di altri servizi sociali, che hanno provocato epidemie di colera e altre malattie, oltre che la malnutrizione diffusa, sono sotto gli occhi del mondo ma nessuno muove un dito per fermare un conflitto dai contorni disumani. I bambini dello Yemen stanno pagando con la loro vita una guerra nella quale non c’entrano nulla, che fa a pezzi le famiglie mentre gli attacchi aerei continuano a colpire indiscriminatamente i civili. I bambini non possono pagare con la loro vita le beghe degli adulti. È il caso di disarmare il mondo affinché mai si possa parlare di guerra e morte di bambini in conflitti bellici.