Mar. Nov 29th, 2022

In queste ore non si sentono le urla di chi lotta per i diritti delle donne. Chi combatte perché ogni privazione nei confronti della donna va eliminata. Nessuno dei combattenti della violenza sulle donne alza la voce contro i poteri affinché ciò non accada. In fin dei conti togliere la possibilità ad una donna di mostrare il capo e il viso in pubblico, è una violenza.

In Afghanistan il leader supremo dei talebani ha ordinato con un decreto alle donne di indossare il burqa in pubblico, riportando indietro la storia di oltre 20 anni. Cosa significa? Significa che una ragazza nata 20 anni fa ed oggi ventenne, aveva creduto nella democrazia invece oggi si deve coprire il capo perché il regime talebano cosi ha ordinato. Venti anni di guerra contro i talebani non sono serviti a niente, anzi, sono serviti a ridare il paese in mano a chi si combatteva.

Eppure anche le donne afgane sono donne ed hanno diritto a vivere la vita come la vivono tutte le donne. Però nessuno si indigna. Ora tutti sono concentrati sulla guerra in ucraina, ma non appena i poteri trovano accordi che li soddisfa, anche a questa nazione sarà dato il benservito com’è successo in Libia, Afghanistan, Iraq, e tante altre nazioni invase per restituirgli la democrazia e poi ciò non è successo. Sono state lasciate solo macerie che nessuno rimuove. Battaglie che non sono servite a nulla, e il fatto che oggi le donne afgane devono ritornare a coprirsi il capo, è la certificazione del fallimento dei distributori di democrazia.