Sab. Dic 3rd, 2022

ROMA- Appresa la notizia del decesso di Nicolina Pacini, la quindicenne che ieri è stato colpita alla testa dall’ex compagno della madre che, a sua volta, si è tolto la vita con la stessa arma nelle campagne circostanti il paese di Ischitella, mi ha portato un senso di angoscia, quasi di impotenza davanti a questi crimini pieni di stupidità.

Lui ha sparato alla giovane, forse, per sapere dove si trovava la mamma, al suo rifiuto l’ha colpita alla testa, a distanza ravvicinata, con un colpo d’arma da fuoco. Nicolina non c’entrava niente, era solo condizionata dalle scelte degli adulti, per il resto voleva solo vivere. La madre era a Firenze per lavoro, e da quanto si apprende, sembrerebbe che già avesse intrecciato una nuova relazione. Non entro in merito alla vita delle persone, non è delicato, ma perché la ragazzina e suo fratello non vivevano con la madre? La giovane quindicenne e suo fratello erano stati affidati, proprio in virtù della situazione familiare, dai servizi sociali  ai nonni.

Antonio Di Paola non si dava pace e voleva in tutti i modi ritornare insieme alla donna che di recente lo aveva denunciato due volte per minacce, l’ultima un paio di settimane fa. Quindi c’erano già in atto situazioni che potevano far pensare a una circostanza che potesse degenerare da un momento all’atro, com’è successo. Allora perché nessuno si è insospettito ed ha avviato delle indagini sull’uomo dopo le denunce? Questa è altra domanda scottante che pone degli interrogativi sull’intera vicenda.

Ma di mezzo alle beghe degli adulti e gli errori di chi doveva vigilare, c’è la vita di Nicolina che non c’è più. Ha pagato il prezzo più alto delle scelte altrui. Lei non c’entrava nulla. Era innocente. Ma gli adulti sono sempre bravi a rompere la serenità di chi mettono al mondo e dovrebbero tutelarli sempre. Non sono i figli che scelgono di venire al mondo, sono i genitori che lo fanno per propria volontà, quindi devono mettersi al servizio dei figli e non i figli al servizio dei genitori, perlomeno finché non sono diventati maturi e possono decidere cosa vogliono fare.