Mar. Feb 27th, 2024

Negli ultimi quindici anni abbiamo detto addio alle politiche sociali negli enti comunali, ciò ha determinato un abbandono totale di chi non sa più come andare avanti. Si è creata una nuova schiera di emarginati della società cui nessuno interessa nulla. Tutto parte dalla crisi economica-occupazionale che ha colpito il nostro paese. Lentamente è diventata un’emorragia interminabile, che ha visto precipitare il ceto medio, quello che un tempo era la marcia trainante del paese in termini di consumi interni.

Registriamo quotidianamente difficoltà di cittadini che prima stavano bene, mentre oggi sono in affanno continuo. Da un alto troviamo la mancanza di lavoro continuato, dall’altra un lavoro precario e retribuito in maniera esigua. Senza un lavoro e senza una paga dignitosa, le difficoltà si fanno sentire.

C’è gente che non riesce più a pagare le bollette delle utenze domestiche con la stessa regolarità di un tempo. Chi non riesce a fare la spesa quotidiana. Chi invece non riesce più a curarsi, anzi, ci rinuncia per mancanza di soldi. Insomma, senza soldi non esistono magie.

A voglia a sbattersi le società di gestione di energia, gas, telefono, quando non ci sono i soldi per pagare le bollette, gli utenti sono disposti a farsi staccare tutto, non hanno altra scelta.

Dall’altra parte troviamo ancora una classe dirigente che parla come se tutto funzionasse alla perfezione. Inoltre siamo vittime di un’Europa che continua a chiedere all’Italia di mettere a posto conti che sono in disordine dal dopoguerra. Oggi la situazione è ancora più grave: non c’è lavoro e, di conseguenza, non ci sono soldi. L’Europa dei burocrati se ne faccia una ragione e le classi dirigenti italiane iniziassero a prendere in serie considerazione di zittire l’Europa per sempre, perché i cittadini italiani non sono dei maghi capaci di produrre soldi.