Ven. Ott 7th, 2022

ROMA- Abbiamo costruito una società senza principi e senza valori. Ci siamo fatti sopraffare da una modernità fatta di un consumismo sfrenato. Abbiamo distrutto i valori della famiglia. Abbiamo costruito una scuola che non insegna più un vivere sociale fondato sul rispetto. Ci siamo fatti incantare dal sesso sfrenato e a portata di mano. Non abbiamo sbagliato qualcosa, abbiamo sbagliato tutto.

In un solo giorno due donne sono state ammazzate. Un’altra è stata trovata senza vita in riva al mare,  perché si è sentita sola e abbandonata ed ha deciso di farla finita dopo una lunga depressione. Un vigilantes viene ammazzato a bastonate come un cane da un gruppo di giovani, con il banale motivo di volere la sua pistola. Gruppi di giovani che picchiano a sangue un giovane senza un benché motivo. Sono solo alcuni dei fatti che ogni giorno siamo costretti a registrare e descrivi come fatti di cronaca.

Ai giovani non stiamo insegnando nulla di buono, poiché i loro atteggiamenti sono il risultato del menefreghismo di noi adulti. Ora ci ritroviamo con una società malata, dove il valore del rispetto è stato calpestato dalla voglia di avere tutto in maniera semplice e senza sacrifici. Si offende la persona con atteggiamenti volgari e prepotenti come se fosse una normalità. I media hanno fatto la loro parte, condizionando la crescita dei ragazzi raccontandogli solo il male e nulla di buono. I genitori non hanno coperto il loro ruolo con efficacia come si faceva in altri tempi, e non hanno saputo tramandare ai figli il rispetto come valore sacro della vita.

Ora è giunto il momento di dire le cose come stanno e cercare di cambiare rotta. Le colpe sono di tutti, soprattutto di una classe dirigente che continua a spendere a malo modo i soldi pubblici. Il passato governo ha fissato in 32 milioni di euro per il triennio 2017-2019 per sostenere la lotta contro la violenza sulle donne. Soldi che in parte finiscono ai centri antiviolenza e altri finiscono nelle tasche di nullità sotto forma di associazioni che organizzano incontri sulla violenza. Ebbene, questi soldi, stando all’aumento della violenza sulle donne e dei femminicidio, sono spesi male.

Per prima cosa bisogna controllare i centri antiviolenza, perché ce ne sono alcuni che lavorano seriamente e aiutano nel concreto la donna vittima di violenza, ma ce ne sono altri che non compiono i loro dovere come si deve. Quindi i centri antiviolenza vanno controllato e monitorati costantemente. Per il resto bisogna togliere i soldi a tutte quelle associazioni che organizzano incontri e convegno con tanto di parte inutili basate sui numeri, su immagini, e balli e canti. Tutto ciò non rende nulla alla donna che sta soffrendo. Se si vuole fare veramente qualcosa di utile entriamo nelle scuole e diciamo ai giovani che la vita è fatta solo ed esclusivamente di rispetto verso tutto e tutti. Tale insegnamento va dato anche ai loro genitori che hanno perso la bussola della ragione.

Per fare un lavoro serie ed efficace, alla donna che denuncia va garantita protezione per se e per i figli, qualora si appura che c’è una persona che può farle del male. Di quei 12 milioni che spendiamo ogni anno, il 60% deve essere dato alle forze dell’ordine per mettere una scorta alle donne che hanno deciso di denunciare. Non serve fare parate “coglionistiche” per dire no alla violenza, ci vogliono fatti concreti per difendere l’incolumità della donna. I fatti concreti si ottengono proteggendo chi è in pericolo di vita. Come va detto che la legge vigente non garantisce incolumità alla donna, ma le crea diversi problemi per via di una pressante burocrazia che permette a l’orco di arrivare prima della legge. C’è un’intera società da educare, è giunto il momento di farlo, altrimenti la deriva definitiva è prossima.