Ven. Set 30th, 2022

ROMA – Non è solo l’antifascismo una minaccia, anche il comunismo è una grande minaccia per il paese. Entrambi viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, ed entrambi sono figli di orrori consumati durante la seconda guerra mondiale e dopo la fine della guerra. Entrambi sono stati il male, ed entrambi vanno combattuti affinché non riemergono, perché entrambi sono figli della dittatura.

Ed ecco che oggi si parla molto di antifascismo ma non si parla molto anche di comunismo. Oggi si parla di onda nera, ma non si dice che c’è un’onda rossa che deve far tremare i polsi alla pari dell’onda nera.

Siamo invasi da partiti neocomunisti, post-marxisti, pseudoleninisti, vetero-anticapitalisti, nostalgico-partigiani, e chi più ne ha più ne metta. Ma nessuno lo dice. Alle prossime elezioni, in coalizione o non, ci ritroveremo quasi 13 partiti rossi che si richiamano a quel comunismo descritto prima. Ci sono i partitini come quello del Partito Comunista di Marco Rizzo, l’ex rifondazione comunista guidata oggi da Maurizio Acerbo, poi c’è Partito Comunista dei Lavoratori di Marco Ferrando, c’è anche il Partito Marxista Leninista Italiano (Pmli) segretario Giovanni Scuderi, poi c’è il Partito di Alternativa Comunista guidato da Adriano Lotito. Questo è solo un assaggio di quelle che sono le sigle che riempiono il panorama politico con le vecchie ideologie comuniste. Quindi temiamo l’area nera, ma non temiamo l’area comunista. Un errore che non va sottovalutato, anche perché, ripeto, il comunismo è uguale o peggiore del fascismo, entrambi hanno costruito dittature e morti.

Oggi la sinistra cerca di ricostruirsi con un nuovo soggetto politico guidato dall’attuale presidente del senato Grasso. Un soggetto che di nuovo ha ben poco, e ripresenta soggetti che per anni hanno tenuto in mano le bandiere del partito comunista sbandierandola in tutte le piazze italiane. Liberi e uguali non è altro che un insieme di soggetti che hanno fatto dei valori di sinistra una ricchezza politica per rimanere nel parlamento italiano. Basti pensare alle ultime politiche, dove un altro magistrato, Ingroia, tentò di far rinascere la sinistra, ma il fallimento fu totale e non entrò nemmeno in parlamento. Ma lo stesso Ingroia ci riprova e continua a sperare, ma nessuno capisce che la sinistra, le nuove generazioni, insieme alle vecchie, non la vogliono più, perché se si combatte l’antifascismo bisogna combattere alla pari anche il comunismo. La dittatura non la vuole più nessuno, e negli ultimi anni di governi di centrosinistra, con l’appoggio dei cespugli di sinistra che si trovano all’interno del PD, hanno prodotto in Italia uno stato di polizia e un regime democratico che ha elevato al massimo la burocrazia con leggi che hanno danneggiato notevolmente famiglie e imprese, e pignorato mezzo paese.