Ven. Mag 20th, 2022

In tutti questi anni il sud è stato dipindo per quello che non è. Politici, giornalisti, scrittori, associazioni antimafia, hanno fatto veicolare all’esterno un messaggio negativo che ha preso tutti i cittadini onesti di un sud che è onesto. Spesso questo vizio di forma è servito solamente per raccogliere visibilità, per poi poter accedere alle poltrone del potere politico regionale e parlamentare. Un’atteggiamento che ha leso l’intero meridione mettendo paura a chi non conosce il sud. L’effetto c’è stato perché i cittadini sono stati abituati a leggere solo fatti di cronaca, e non approfondimenti che potevano servire a difendere la propria terra.
Al sud non tutti sono mafiosi, solo un 5% fa parte di quella schiera che vuole vivere sulle spalle degli altri. Non è ammisdibile che chi crea imprese dopo che cresce viene visto e considerato un mafioso a prescindere. Ci sono i prestanomi della mafia, e vanno combatutti perché distruggono il tessuto sano della società del meridione, ma non tutti lo sono. C’è gente che lavora sodo e onestamente per mandare avanti aziende nate da grandi sacrifici. C’è gente che la mattina si alza e cerca di portare il pane a casa onestamente. Queste persone entrano, inevitabilmente, in quel paniere mediatico schifoso che vuole il sud totalmente composto da disonesti. No, non è così: il 95% del popolo meridionale è onesto e spera che i suoi problemi, a partire dalle mafie, siano risolti. Bisogna smetterla di descivere il meridione come una peste di cui bisogna stare alla larga. Il sud Italia è l’angolo più bello d’Europa, ma si continua ad etichettarlo per quello che non è realmente.