Ven. Ago 12th, 2022

Dal 1992 ad oggi non si salva un solo politico dal disastro causato alla sanità pubblica italiana. Tutti bravi, tutti intelligenti, tutti professori, tutti ministri senza competenze a guidare il ministero della salute, pronti a tagliare sempre nella sanità. Parliamo di miliardi e miliardi di euro tagliati alla spesa sanitaria, con riduzione del personale medico e infermieristico, corsie di ospedali chiuse, ospedali interi dismessi, un massacro totale che ha indebolito l’operatività delle strutture sanitaria, soprattutto nei pronti soccorso.

Però in queste ore tremiamo, ci stiamo “cagando sotto” dalla paura, ma quando tutto il popolo italiano si doveva ribellare per i continui tagli alla sanità non si messo paura, è stato zitto e buono, mentre i politici gli assottigliavano un bene prezioso come la santità.

Una scelta  calcolata e voluta, creata negli ultimi 10 anni, che hanno visto la sanità pubblica bersaglio preferito di tutti i governi, chi prima e chi dopo, tutti hanno tagliato la sanità.

Il peggiore è stato il governo Monti. A dicembre del 2012 l’allora ministro della sanità Balduzzi previde un taglio progressivo degli stanziamenti alla sanità che avrebbero portato il peso della stessa sull’economia dal 7,1% del PIL al 6,7%. Le regioni stimarono questo calo in 30 miliardi di spesa complessivi pluriennali. 

Ma già nel 2014 il governo Letta del PD, chiese un taglio alle regioni per 4 miliardi.

Ma la storia dei tagli è infinita. Nel 2015-2016 si prevede un taglio del Fondo Sanitario Nazionale per 6,79 miliardi. Sempre peggio. Il DEF 2017, governo Gentiloni sempre a guida PD, prevede un calo della spesa pubblica sanitaria rispetto al PIL dal 6,7% al 6,4% per il 2019. Insomma, oggi tutti tremano, ma quando questi signori tagliavano la sanità pubblica nessuno diceva una parola. Ma il coronavirus sta dimostrando quanto sia importante una sanità pubblica efficiente sempre.