Ven. Lug 1st, 2022

Sono anni, dopo la fine dell’era Berlusconi, che andare alle urne per il rinnovo del parlamento, sta diventando inutile. La fine del governo Berlusconi e l’insediamento di Monti, di fatto ha tracciato una nuova linea dettata dal forte indebolimento dei partiti. I partiti non sono più l’asse della politica italiana, essi raccolgono i voti ma alla fine i premier non escono dalle urne. Infatti molti dei premier avuti negli ultimi anni non erano nemmeno candidati. Siamo sì in una repubblica parlamentare dove il capo del governo lo sceglie il capo dello stato, ma è anche vero che questi premier non sono espressione popolare, nel senso che non erano nemmeno inseriti in qualche lista e sono passati per la volontà popolare.

Quella fase dove il maggioritario, nel bene e nel male, ha dato la possibilità di avere premier eletti dal popolo, è finita. Vedi Berlusconi e Prodi, che si sono avvicendati per ben due volte alla guida del paese, dopo essere usciti vincenti dalle urne. Dopo di loro non ci sono stati più premier eletti dal popolo, ma solo elementi usciti dalle crisi di governo. Nemmeno Conte era stato eletto, ma fu messi lì dal M5S senza passare per le urne. L’arrivo di Draghi ha confermato tutto.

Ormai andare a  votare per le elezioni politiche sta diventando di fatto inutile. A cosa serve quando, poi, ti ritrovi un capo del governo che non è espressione della volontà popolare. Una nuova legge elettorale con un sano ritorno al maggioritario puro, è l’unico modo per restituire credibilità ad una politica che muore dentro ai palazzi romani. Le ultime amministrative hanno dato un segnale forte in tal senso: il 50% degli aventi diritti non è andato a votare. Questo segnale è frutto di una perdita di credibilità da parte dei partiti. Essi sono morti dopo la fine dei governi Berlusconi e Prodi, e dall’allora non sono più rinati. Raccolgono solo voti illudendo i cittadini, ma alla fine si piegano ai valori altrui per rimanere a galla.