Gio. Lug 7th, 2022

Autunno 1980. Prato (Comune della Regione Toscana) . Mentre un vento freddo spazza via alcune foglie secche , cadute da un filare di alberi ,  nell’aula di una scuola di reciatazione i giovani allievi seguono attentamente la lezione tenuta dalla loro insegnante : l’attrice Pamela Villoresi. “Ragazzi , secondo voi , che cos’è la poesia?…a cosa serve ?…” , chiede la maestra , rivolgendosi all’intera classe. “La poesia è un componimento in versi” , risponde di getto  uno degli studenti . “Sì , questa è la definizione giusta , ma ….io intendevo qualcosa di meno tecnico!…” , replica la Villoresi . “La poesia è un’istantanea del nostro stato d’animo , delle nostre emozioni…Se sei malinconico , scriverai del tuo amore perduto…se sei allegro ….ora che ci penso i poeti non compongono mai quando sono felici!…” , sentenzia un altro allievo. “Ecco ! , era proprio questo che intendevo : la poesia è la voce della nostra anima !…Ma non lasciatevi ingannare dalle apparenze : non è come sembra , non è vero che i poeti siano degli  infelici !…” , continua  l’ insegnante , spiegando:“Anche nel verso più nostalgico , nella sillaba più straziante, si nasconde la bellezza , il soffio leggero della vita…Quando , ad esempio , Leopardi canta di Silvia , non canta la sofferenza per l’amore che non è stato  , ma , al contrario , l’empito di un amore che è stato , ma che è fuggito via …troppo breve , come breve è l’esistenza . Tutti noi , esseri umani , infatti , sappiamo che il nostro è solo un passaggio terreno , eppure viviamo come se dovessimo restare qui per sempre!….”In che modo si recita una poesia?”, vi starete chiedendo , allora ….Si recita così , come se deste voce a  un moto improvviso del cuore, che si serve di fonemi , di suoni istantanei , che si dissolvono nell’aria nell’attimo stesso in cui vengono pronunciati  , per consegnare un sentimento fuggevole  all’eternità!…”.

“Il teatro è una forma di educazione , poiché l’attore  può imparare da quello che interpreta” : queste le parole pronunciate dall’attrice Pamela Villoresi , a conclusione di  un recital dedicato a Papa Giovanni Paolo II . Nata a Prato il 1°gennaio del 1957 da padre toscano e da  madre tedesca , Maria Pamela , questo il nome completo dell’artista, intraprende lo studio della recitazione agli inizi  del decennio Settanta  , presso il teatro “Metastasio” , debuttando a soli quattordici anni come protagonista del “Re nudo” di Schwarz  diretto da Paolo Magelli  . Nel 1975,  poi , appena diciassettenne, raggiunge la popolarità con gli sceneggiati televisivi Rai “Marco Visconti” , di Anton Giulio Majano, “Il commissario De Vincenzi” di Mario Ferrero e “Ligabue” di Salvatore Nocita  .  Maggiorenne,  approda al “Piccolo Teatro” di Milano , dove , sotto la direzione del regista Giorgio Strehler , recita negli spettacoli: “Il campiello” , “Arlecchino servitore di due padroni”e “Le baruffe chiozzotte” di Carlo Goldoni e “Temporale” e “Minna Von Barnhelm” di August Strindberg e Gotthold Ephraim Lessing . Preso parte ad  alcune pellicole d’autore ( “Vizi privati e pubbliche virtù” di Miklòs Jancsò e “Il gabbiano” di Marco Bellocchio) , nel ventennio Ottanta / Novanta   recita in più di sessanta spettacoli diretti  da Giancarlo Cobelli , Antonio Calenda , Nino Manfredi e Maurizio Panici, tra i quali : “La Venexiana”, “La figlia di Jorio”, “Les liasons dangereuses”“Gente di facili costumi”, “Antigone” e “Il caso Fedra”. Cimentatasi con la regia di diverse pièce (“Hanging the president” di Michele Celeste , “Diotima o la vendetta di Eros” di Bebetta Campeti, “Marina e l’altro” di Valeria Moretti ) , alterna alla prosa i recital di poesie , non trascurando il cinema ( “Splendor”di Ettore Scola e “Il sole anche di notte” di Paolo e Vittorio Taviani) e la televisione ( “Lulù” di Mario Missiroli, “Un bambino in fuga” di Mario Caiano) . Insegnante di recitazione e poesia in scuole di Prato, Reggio Calabria , Lugano , Guastalla e Orbetello ,  direttrice artistica dei festival : “Ville Tuscolane” , “Dei due Mondi” , “Arie di Mare” , “Divinamente Roma” e “Divinamente New York” , membro del consiglio di amministrazione dell’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico , del Teatro Argentina e del Met Teatro Stabile della Toscana, ideatrice del primo corso universitario PROGEAS per i mestieri organizzativi e promozionali dello Spettacolo , ha condotto il  programma televisivo “Milleunadonna”. Omaggiata di numerosi premi (Maschera d’Oro , Grolla D’Oro , Medaglia d’Oro del Vaticano tra i cento artisti che favoriscono il dialogo con la Spiritualità) , nel 2011  ha calcato  i palcoscenici con lo spettacolo di Angelo Longoni “Vita”  e nel 2013 ha preso parte al film premio Oscar di Paolo Sorrentino , “La grande bellezza” . Sposata con il  direttore della fotografia Cristiano Pogany , recentemente scomparso e da cui ha avuto i figli : Eva , Tommaso e Isabel , dal 2004 , anno in cui ha recitato la “Via Crucis” al cospetto di Papa Giovanni Paolo II  , è interprete di recital a tema spirituale , come : “E’ tutta intera la luce” , di Michele Di Martino . A chi le chieda se il teatro abbia ancora un senso nella società 2.0, veloce , iperconnessa  e distratta ,  risponde sicura  : “Anche nel mare magno di sottocultura nel quale oggi ,purtroppo , navighiamo , l’arte serve a porre domande e a sollecitare risposte” .