Ven. Ago 19th, 2022

ROMA- Era definito il politico non violento, ed era uno di quei politici che si è battuto tantissimo per i diritti civili, a volte c’è riuscito, a volte no, ma alla fine le sue battaglie oggi vengono ricordate da tutti. Ma Marco Pannella è stato quel politico da anni sulla scena ma mai ha ricoperto un ruolo all’interno del parlamento come ministro o altre figure all’interno delle due camere.

Lottava con un tumore al fegato e uno ai polmoni. Una malattia di cui, per scelta, parlava pubblicamente. Fino all’ultimo ha fatto sentire la sua voce. È morto a 86 anni con la stessa forza che lo ha contraddistinto durante la vita umana e politica.

Nato a Teramo nel 1930, si era laureato in legge nel 1950. Nel 1955, dopo un’esperienza nella gioventù liberale e nell’unione goliardica italiana, fonda il partito radicale insieme a Pannunzio, Ungari, Scalfari, Carandini, Cattani. Diventa segretario nel 1963. Già nel ’65 comincia la campagna divorzista con Loris Fortuna. Nel 1968 viene arrestato a Sofia dove contesta l’invasione della Cecoslovacchia. E’ allora che scatta il suo primo grande digiuno gandhiano. “Digiuni di proposta, non di protesta”, amava sottolineare. Nel 1974 conduce l’iniziativa per il no all’abrogazione del divorzio. Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico.

Come detto, nonostante le tante battaglie portate avanti nel corso della sua vita politica, Pannella non è riuscito ad occupare ruoli di prestigio all’interno del parlamento. Quindi una vita spesa al servizio del paese restando fuori dalle camere dei bottoni.